16:14 21 Settembre 2020
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Il leader del Carroccio ha telefonato al capo di Stato e sui social ha reso pubblica una lettera inviata a Mattarella in cui si lamenta di uno "scenario gravissimo" per gli attacchi personali e politici di alcuni magistrati, come rilevato da un articolo del giornale "La Verità" con riferimento ad una chat di togati.

Dopo aver telefonato al Colle, il leader della Lega ha reso nota sui social una lettera indirizzata al presidente Mattarella, in cui si lamenta del trattamento che avrebbe ricevuto da alcuni magistrati, che secondo un articolo de La Verità non si sarebbero astenuti da critiche politiche e insulti personali contro Salvini.

"L'articolo pubblicato sul quotidiano 'La Verità' in data 21 maggio 2020 dal titolo 'La chat delle toghe su Salvini: Anche se ha ragione lui adesso dobbiamo attaccarlo' documenta uno scenario gravissimo: diversi magistrati nei loro colloqui privati concordavano su come attaccare la mia persona per la politica sull'immigrazione che all'epoca, quale ministro dell’Interno, stavo portando avanti", si afferma nella lettera.

Le intercettazioni a cui si riferisce il giornale riguardano il procedimento a carico del dottor Luca Palamara, magistrato sospeso dal Consiglio superiore della magistratura a seguito di un'inchiesta per corruzione condotta dalla Procura di Perugia. Proprio Palamara è nominato da Salvini nella lettera.

"L'avversione nei miei confronti è evidente al punto che, secondo quanto risulta dalle intercettazioni riportate sul quotidiano, uno dei magistrati, il dottor Palamara, pur riconoscendo le ragioni della mia azione politica, individuava nella mia persona un obiettivo da attaccare a prescindere. Intenzione che veniva condivisa da altri magistrati".

Salvini nella lettera sottolinea che le affermazioni dei giudici prevaricano una semplice antipatia.

"Quelle frasi captate nell'ambito del procedimento a carico di Palamara palesano, invero, una strategia diffusa e largamente condivisa di un’offensiva nei miei riguardi da parte della magistratura. Tutto ciò intacca il principio della separazione dei poteri e desta in me la preoccupazione concreta della mancanza di serenità di giudizio tale da influire sull’esito del procedimento a mio carico".

Infine chiede al presidente garanzie e la certezza di avere un processo giusto, riferendosi all'accusa di "sequestro di persona plurimo aggravato" per aver impedito per più di tre giorni lo sbarco di 116 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale dalla nave della Marina militare Gregoretti.

Il processo contro l'ex capo del Viminale per la vicenda Gregoretti si celebrerà a Catania; se condannato il leader del Carroccio rischia una condanna fino a 15 anni di reclusione. Salvini si è sempre difeso sostenendo di aver sempre agito a difesa dei confini.

Tags:
Italia, Giustizia, Sergio Mattarella, Matteo Salvini, Lega
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