18:09 08 Agosto 2020
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Luca Zaia risponde alle domande dei media stranieri su come il Veneto si prepara in questa Fase 2. "Siamo aperti e attendiamo l'arrivo dei visitatori, in particolare a Venezia", afferma.

Cosa succede con il turismo a Venezia viene chiesto dalla stampa estera a Luca Zaia durante l’intervista rilasciata ai media stranieri.

Succede che “siamo aperti” risponde il governatore del Veneto. “Siamo la Regione che da subito ha aperto anche le spiagge perché vogliamo dare un bel segnale.” E poi ricorda che il Veneto è la prima regione per turismo in Italia con circa 70 milioni di presenze anno, e con un fatturato dell’industria turistica di 18 miliardi di euro.

“Noi siamo pronti per accogliere i cittadini del mondo, per accogliere gli ospiti russi, gli ospiti tedeschi, francesi, spagnoli… Tutti coloro che vengono comunemente da noi da una vita”, dice Zaia.

Venezia dovrà reinventarsi?

A Zaia viene chiesto come dovrà reinventarsi Venezia al tempo della pandemia, in particolare la domanda si riferisce al turismo di massa che interessa la città lagunare.

“Venezia riparte, sarà più bella di prima. Venezia attende i visitatori e i turisti. (...) Il turismo a Venezia deve essere garantito a tutte le classi sociali, però ci deve essere la prenotazione”.

La visione di Zaia è quindi di una città nella quale si entra su prenotazione come quando si prenota una poltrona al cinema o allo stadio, anche perché spiega che sono poche le modalità di accesso alla città.

“Noi siamo consapevoli della delicatezza di Venezia” aggiunge Zaia e del fatto che sia “Patrimonio dell’umanità”, ed ecco perché la città “è coccolata”, e c’è tutta l’attenzione su di essa per tutelarla.

Il pensiero di Zaia sul dl Rilancio e i ritardi dell’Europa

“Sul decreto rilancio… Io spero che sia davvero un rilancio. La verità è che ci vogliono azioni più incisive.”

Zaia lamenta anche un ritardo nelle azioni economiche e non solo sul piano nazionale ma anche sul piano Europeo, con la “FED che si muove sempre in anticipo” negli USA e la BCE e le istituzioni europee che arrivano sempre in ritardo.

La questione tamponi in Veneto

Perché il Veneto ha scelto di fare così tanti tamponi a differenza di altre regioni, viene chiesto al governatore del Veneto.

“Queste sono scelte che ho fatto io personalmente. I test di Vo’ li ho scelti io quella sera del 21 di febbraio. La legge, il regolamento non prevedeva che si dovessero fare tamponi a tutti i cittadini di una comunità. Però quando il 21 ci hanno detto dei due casi di contagio, ho pensato che nella sfortuna avevamo una fortuna, che era una piccola comunità, facilmente testabile, e quindi ho chiesto che si facessero i tamponi ai cittadini”, risponde Zaia.

Questo ha poi creato un “case history a livello internazionale e uno studio che stiamo proseguendo”.

Video intervista a Zaia della stampa estera

Il video dell'intervista integrale a Zaia da parte della stampa internazionale.

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Luca Zaia, Coronavirus
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