11:04 21 Ottobre 2020
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda il 21° Anniversario dell'uccisione di Massimo D'Antona, il giuslavorista italiano freddato dalle brigate rosse il 20 maggio 1999.

Massimo D’Antona fu studioso di diritto del lavoro, e in particolare “un uomo del dialogo”, un “riformatore” che, scrive il presidente della Repubblica italiana Mattarella, era “consapevole della necessità di comporre i diversi interessi in campo e favorire così la crescita economica e civile, preservando la coesione della società”.

Il 20 maggio 2020 ricorre il 21° Anniversario dell’uccisione del giuslavorista, che “i brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida” scrive nel messaggio Sergio Mattarella perché lavorava alla “tessitura” di un legame “tra le Istituzioni e le formazioni sociali” che “è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia”.

Il ricordo di D’Antona

“Desidero unirmi nel ricordo alla moglie Olga, ai familiari, a quanti con Massimo D’Antona hanno condiviso ricerca, passione, lavoro”, scrive il presidente della Repubblica che richiama gli insegnamenti che il giuslavorista ha lasciato ai suoi studenti e a tutta la comunità.

“La memoria non può attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”, conclude il messaggio Mattarella.

 

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