09:51 05 Giugno 2020
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Arrestato il procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capistro su richiesta della procura di Potenza, con accuse che vanno dalla corruzione, al falso, alla truffa.

Un nuovo capo di accusa per il procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capistro, questa volta giunge dalla procura di Potenza che ipotizza i reati di tentata corruzione, truffa e falso ai danni di un magistrato della procura di Trani dove Capistro era stato prima di approdare a Taranto.

Il magistrato è ora agli arresti domiciliari.

La procura di Potenza indaga perché ha la competenza sui reati commessi dai magistrati di Taranto e la nuova vicenda, della quale non si conoscono al momento i dettagli, potrebbe essere collegata alle indagini che vedono coinvolti gli ex colleghi di Capistro, Michele Nardi e Antonio Savasta.

Per il procuratore capo di Taranto si tratta di una nuova indagine aperta ai suoi danni con accuse molto gravi. Già in precedenza la procura di Messina lo aveva messo sotto inchiesta per abuso d’ufficio, in merito all’inchiesta sul ‘sistema Siracusa’ che secondo le ricostruzioni aveva la capacità di manovrare il Consiglio di Stato.

Una vicenda che si intreccia con le indagini sull’Eni e le sue attività in Africa. Secondo la procura di Milano Eni avrebbe versato tangenti in Nigeria per aggiudicarsi l’estrazione di petrolio.

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