11:15 13 Luglio 2020
Italia
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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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Il decreto legge quadro riapre dal 3 giugno i confini ai cittadini UE, permettendo l'ingresso a 150 mila lavoratori stagionali della comunità europea rimasti bloccati per il lockdown.

La riapertura dei confini Ue sarà una boccata d'ossigeno non solo per il turismo ma anche per l'agricoltura che vive una crisi nera per la mancanza di manodopera straniera. Una crisi che rischia di lasciare a terra il raccolto.

Dal 3 giugno i cittadini europei potranno entrare in Italia senza obbligo di quarantena, secondo quanto prevede il decreto legge quadro approvato dal cdm di venerdì. Questo permetterà a 150 mila lavoratori stagionali provenienti da Romania, Polonia, Bulgaria e altri Paesi comunitari, rimasti bloccati dalla chiusura dei confini, di tornare in Italia per prestare lavoro nelle campagne. Lo rende noto Coldiretti. 

"Si tratta di una soluzione che consente di garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole italiane grazie al coinvolgimento temporaneo delle medesime persone che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese", commenta l'associazione dei coltivatori.

Si attende adesso la sigla del protocollo anti-contagio per il settore agricolo con i Ministri competenti e l'Inail, per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro. 

“Le nostre imprese agricole si stanno già impegnando per organizzare il trasferimenti dei lavoratori europei dai Paesi di origine in Italia” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Sono poco meno della metà del totale i lavoratori stagionali provenienti dai paesi comunitari, 370 mila secondo le stime di Coldiretti, ovvero un quarto della produzione italiana raccolta da mani stranieri, che forniscono il 27% delle giornate di lavoro necessarie al settore. 

 

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Coldiretti, Italia
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