09:47 26 Maggio 2020
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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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Con l'operazione "Repetita iuvant" la Guardia di Finanza di Bari ha sequestrato circa 171.500 prodotti anti-contagio, tra cui mascherine protettive e farmaci cinesi spacciati come anticoronavirus. I 20 soggetti responsabili sono stati denunciati.

Cento militari dei Reparti dipendenti dal I Gruppo Bari hanno eseguito in provincia di Bari 41 interventi, tra controlli di polizia economico-finanziaria e perquisizioni di iniziativa, nei confronti di imprese operanti nei settori supermercati, commercio al dettaglio di articoli medicali ed ortopedici e di articoli per la casa ed altre attività commerciali.

L’operazione Repetita iuvant ha consentito alla Guardia di Finanza di effettuare complessivamente il sequestro, per violazioni di natura amministrativa e penale, di circa 171.500 prodotti, in massima parte mascherine di varia tipologia, ma anche visiere e occhiali protettivi, gel e salviettine igienizzanti, per un valore complessivo di mercato di oltre 430mila euro, con conseguente denuncia di 20 soggetti ritenuti responsabili di pratiche commerciali illecite e fraudolente.

​All'interno della maxi-operazione, "i militari della Tenenza di Putignano - all’interno di un supermercato, gestito da un cittadino cinese, con sede nel Baricentro di Casamassima (BA) - hanno sottoposto a sequestro penale oltre 150 confezioni di farmaci cinesi spacciati espressamente come rimedi “ANTICOVID-19”, nonché a sequestro amministrativo oltre un quintale di alimenti di origine animale e vegetale (carne congelata, insaccati, pasta, snack, succhi di frutta, biscotti ecc.) privi dei prescritti requisiti di tracciabilità" si legge nel comunicato stampa della Guardia di Finanza.

Nel corso dell’operazione le Fiamme Gialle della Tenenza di Bitonto hanno effettuato anche una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Bari nei confronti di un privato residente a Bitonto (BA) che commercializzava on line mascherine FFP2 a prezzi elevati, con un ricarico di circa il 500% rispetto al prezzo di acquisto.

"Le mascherine di tipo chirurgico sono risultate non regolari in quanto prive dei prescritti requisiti di sicurezza, ovvero della certificazione dell’Istituto Superiore di Sanità, mentre le mascherine FFP2 riportavano il marchio “CE” impresso illegalmente, posto che la relativa attestazione di conformità era stata rilasciata da un organismo non autorizzato" si continua a leggere nel comunicato stampa delle Fiamme Gialle.

Durante l'emergenza Coronavirus le autorità della Guardia di Finanza effettuato controlli su tutto il territorio italiano per contrastare le manovre speculative sui prezzi al pubblico dei prodotti anti-contagio (mascherine, igienizzanti/disinfettanti, etc.) o, comunque, ricorre a pratiche commerciali illecite e fraudolente.

La Guardia di Finanza ha recentemente sequestrato numerose offerte di vendita per dispositivi contraffatti, kit diagnostici fai-da-te e farmaci “per la cura del Coronavirus” falsamente pubblicizzati attraverso il monitoraggio del Web.

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