23:25 02 Giugno 2020
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Il blitz dopo le accuse della Romano di essere stata mandata allo sbaraglio e la richiesta della famiglia di andare in fondo nella vicenda per capire se si sarebbe potuto evitare il sequestro.

In corso da questa mattina  le perquisizioni della finanza nella sede di Fano dell'associazione Onlus Africa Milele, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma a carico di ignoti sul sequestro di Silvia Romano.

La giovane cooperante milanese si era recata in Kenya per lavorare come volontaria in un orfanatrofio, in un progetto organizzato della onlus marchigiana. Era stata sequestrata nel villaggio di Chakama il novembre 2018 dal gruppo terrorista fondamentalista El Shabaab, che in seguito l'aveva portata in Somalia. La ragazza è stata rilasciata lo scorso sabato 9 maggio.

Le fiamme gialle avrebbero acquisito documentazione sull'attività della onlus, mentre i carabinieri avrebbero registrato materiale e dati informatici dei computer in possesso della Onlus. Il controllo è finalizzato a verificare le condizioni di sicurezza in cui si trovava la giovane cooperante al momento del rapimento. 

Mandata allo sbaraglio

Dopo il rientro a casa, durante l'interrogatorio a cui è stata sottoposta, Silvia Romano ha puntato il dito contro la Onlus con cui si è recata nel villaggio di Chakama, in Kenya, accusando i responsabili di averla lasciata sola in una zona in cui in passato erano stati registrati attacchi contro occidentali. 

“Mi hanno mandata allo sbaraglio. Senza scorta e senza collaboratori”, aveva detto la ragazza agli inquirenti. 

La famiglia aveva tagliato da tempo i ponti con la Onlus e adesso chiede di andare sino in fondo, per accertare che sia stato fatto tutto il possibile per proteggere Silvia ed evitare il sequestro. 

In una precedente intervista al Corriere della Sera, Lilian Sora, la fondatrice di Africa Milele, aveva negato ogni accusa.

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