23:19 30 Ottobre 2020
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La percentuale aumenta al Sud, oltre il 10%, e diminuisce al Nord. Ma la nazione è ancora lontana dal 4,3% di povertà assoluta del 2010, prima della crisi economica.

In Italia è diminuita la povertà assoluta. E' il dato che emerge dalle previsioni dell’Istat nel rapporto Sdgs 2020 per il 2019 in Italia. Nel 2019 il numero delle famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta passa dal 7,8% al 6,5% dell'anno precedente, mentre per gli individui si passa dal 8,4% al 7,8%. 

Si tratta di miglioramento ma ancora il quadro sociale è lontano dal livello pre-crisi del 2010, quando soltanto il 4,3% era in povertà assoluta. Il dato definitivo della proiezione sarà disponibile da metà giugno

La riduzione della povertà assoluta è stata rilevata nonostante il rallentamento del Pil pro-capite, che nell'ultimo anno è variato con tassi prossimi allo zero, e in concomitanza con la crescita del livello di spesa pubblica destinato alle politiche per l'occupazione e la protezione sociale dei disoccupati.

Difformità nella distribuzione della ricchezza

Il mezzogiorno resta più esposto alla povertà. Nel Sud Italia e nelle isole l'incidenza della povertà assoluta tocca il 10,2%, mentre al Nord si riduce al 6,8% e al Centro al 5,8%. 

Inoltre, la fase positiva del ciclo economico dell'Eurozona ha determinato una aumento generale del livello di occupazione, anche se in Italia la crescita è avvenuta in maniera più contenuta ed è caratterizzata, secondo l'Istat, da livelli significativi di lavoro irregolare. 

 

Rischio povertà 

Nel rapporto viene evidenziato il rischio povertà e esclusione sociale che riguarda popolazione per oltre 16 milioni di abitanti. 

"In Italia, nel 2018, la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 27,3% (circa 16 milioni e 400mila individui), in diminuzione rispetto all’anno precedente (28,9%)”, si legge nel rapporto.
Il livello italiano resta superiore alla media europea. 

Tags:
ISTAT, Povertà, Italia
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