14:56 01 Giugno 2020
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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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L'esito dei test darà una fotografia più dettagliata della condizione dei contagi nel nostro paese assieme a una serie di informazioni indispensabili per poter programmare il ritorno alla normalità.

Pronti a partire i test sierelogici per 150mila italiani, che verranno effettuati nelle prossime tre settimane. "Una misura urgente", prevista nel decreto legge approvato domenica scorsa che servirà a "dare al Paese una fotografia della situazione e per cercare di capire quante persone sono infette nella popolazione. lo ha annunciato il professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, nell'audizione informale davanti alla Commissione Igiene e Sanità del Senato, relativa alle strategie anti e post Covid-19 e ai profili sanitari della fase 2.

“La fotografia del Paese che ne uscirà sarà estremamente precisa, ci darà indicazioni diverse secondo le regioni. E’ molto importante capire quante persone si sono infettate perché le decisioni sulle misure da adottare o da mantenere sono anche legate a quante persone hanno già avuto l’infezione“, ha sottolineato Ippolito.

La decisione di non eseguire test rapidi ma “sierologia vera con valori di sensibilità e specificità estremamente elevati, è una "scelta importante del Paese", ha precisato il direttore dello Spallanzani. "In ogni caso- prosegue - ci aspettiamo di avere una quota di falsi positivi, e tutti i positivi che verranno identificati da questa indagine andranno ricontrollati, gli andrà fatto un tampone e dovranno essere sottoposti a monitoraggio da parte delle strutture competenti sul territorio“.

2,8 milioni a contatto con il virus

Il numero stimato delle persone che hanno contratto il virus è estremamente basso in Italia, nonostante l'epidemia abbia brutalmente colpito il Paese. 

Secondo gli studi effettuati sia da Eurostat che dall'Imperial College di Londra, "la stima per l’Italia è del 4,65%, domani avremo nuove stime, con un range tra 3.75 e 5.8, cioè significa che solo 2,8 milioni di persone hanno avuto contatto con il virus“, ha reso noto Ippolito.

“L’Italia  - ha proseguito -ha meno persone rispetto al Belgio, che ha in assoluto la quota più elevata di persone che hanno avuto l’infezione, Regno Unito e Svezia. Per cui chi dice che applicare queste misure può essere stato eccessivo non si rende conto che abbiamo ancora solo una piccola quota di persone che sono state esposte al virus. E di queste non sappiamo quante saranno protette“.

“Va detto che questo virus ha un tasso di mutazioni estremamente limitato: non è sostanzialmente mutato” e “le piccole differenze che si vedono” sono “più utili per tracciare zone geografiche e catene di trasmissione che non per dire che il virus è mutato, è diventato più buono, più cattivo. Questo lasciamolo dire a persone che non si occupano di scienza, anche se purtroppo lo dicono anche persone che si occupano di scienza“, ha concluso Ippolito. 

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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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