09:08 21 Ottobre 2020
Italia
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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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In aumento, invece, il delivery o l'asporto di cibi già pronti a cui gli italiani si sono rivolti maggiormente durante la quarantena. Lo rivela un'inchiesta di The Fork.

Il Covid-19 continuerà a condizionare le abitudini degli italiani per il timore di nuovi contagi, anche dopo la riapertura. Lo rivela un'indagine condotta da TheFork, piattaforma leader in Europa per le prenotazioni nei ristoranti, da cui emerge una netta divisione tra chi non vede l'ora di riprendere le proprie abitudini e chi invece, intende è intenzionato a ridurla o annullarla. 

Dalle rilevazioni emerge che solo il 36% del campione intervistato riprenderà ad andare a ristorante con frequenza maggiore o uguale all'"era pre-Covid". La stragrande maggioranza, invece, il 57% intende ridurre o addirittura annullare il consumo dei pasti fuori casa. 

Fattori che incidono sulle scelte

Sono due i fattori che incideranno su questa scelta. Per il 43% degli intervistati esiste un rischio contagio, mentre il 27% è dissuaso dalle misure di sicurezza, separazione e distanziamento che rendono meno godibile l'esperienza del pasto fuori casa. Fermo restando che il 66% del campione ritiene che queste misure siano una condizione essenziale per la riapertura dei locali. 

Dall'altro lato, i fattori che incentivano il campione sondato alla frequentazione dei locali sono: 

  1. la possibilità di usufruire di tavoli all'aperto;
  2. la comunicazione via web delle misure di prevenzione attuate;
  3. recensioni degli altri clienti sul rispetto delle norme anti-covid;
  4. digitalizzazione di alcune operazioni. 

Asporto e consegne a domicilio

Con bar e ristoranti chiusi, la quarantena ha premiato quelle attività, non solo di ristorazione, che hanno fatto partire il servizio di delivery o asporto. Il servizio di consegna a domicilio durante il lockdown, ha visto un incremento del 7,9% passando dal 33,4% al 41,3% delle persone che ne hanno usufruito almeno una volta a settimana. Il 58% prevede di utilizzarlo con la stessa frequenza in futuro. 

Per l'asporto, invece, previsto dal 4 maggio, il 33% prevede di utilizzarlo almeno una volta a settimana. 

Ad ogni modo, l'86% è intenzionato a tornare a sedere al tavolino di un ristorante entro i prossimi tre mesi, anche se l'emergenza economica provocata dalla crisi sanitaria, ha intaccato il portagli del 45% degli intervistati.

Tema:
Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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Coronavirus, Italia
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