16:26 01 Giugno 2020
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I medici in Italia vittime di violenza sono il 55.4% del totale, ma la gran parte di essi non denuncia la violenza verbale o l'aggressione subita. Le aggressioni scaturiscono da contesti socio-culturali degradati.

Anaao-Assomed, l’associazione dei medici dirigenti ha commissionato una indagine sui medici italiani nei mesi gennaio – febbraio 2020 per capire a distanza di due anni dalla precedente indagine come è evoluta la situazione negli ospedali italiani a proposito di violenza sui medici.

Il 55,44% dei 2.059 camici bianchi intervistati ha affermato di essere stato personalmente vittima di una violenza, che corrispondono a 1,137 medici del campione. Nel 2018 il numero di chi aveva subito violenza era di 832.

Nel 76,52% dei casi le violenze sono principalmente di carattere verbale.

Chi sono i medici più vessati

L’86% degli psichiatri denuncia di essere stato vittima di una qualche forma di violenza, seguono i medici di medicina d’urgenza con il 77% e quindi il 60% dei chirurghi. Anche i medici del territorio denunciano aggressioni nel 54% dei casi e infine il 40% degli anestesisti.

I medici non denunciano

“Il dato preoccupante è che il 79,26% degli operatori vittime di violenza non ha presentato denuncia, e che il 66% afferma di essere a conoscenza di episodi di aggressione ai danni di operatori, ciò dimostra che il fenomeno continua ad essere sottostimato. Il 23% afferma inoltre di essere venuto a conoscenza di casi da cui è scaturita invalidità permanente o decesso conseguenti ad episodi di violenza ai danni di operatori”.

Perché la violenza sui medici?

Secondo i camici bianchi intervistati “la causa principale risiede in fattori strutturali di natura socio-culturale”.

Durante l'emergenza del nuovo coronavirus sono morti, per ora, 160 medici di cui molti in pensione e volontariamente rientrati in servizio, 39 infermieri e 13 farmacisti, senza contare gli ambulanzieri e altri operatori sanitari.

Tags:
Medicina, medici
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