01:56 27 Ottobre 2020
Italia
URL abbreviato
Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
2216
Seguici su

Piscine chiuse, ombrelloni ad almeno 4 metri di distanza, negli stabilimenti con prenotazione o a fasce orarie, 4 metri a tavolo nei ristoranti e no a buffet: tutto questo "per garantire la ripresa delle attività assicurando allo stesso tempo la tutela della salute dei lavoratori e dell’utenza."

Inail e Iss hanno pubblicato sul web due documenti tecnici, uno relativo a come stare al mare (balneazione), l'altro su come mangiare al ristorante (ristorazione). Nel primo materiale vengono presentate le misure per contenere il rischio di contagio nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia, nel secondo è presentata la riconfigurazione delle misure nel settore della ristorazione, nell'ottica di minimizzare il rischio contagio da Covid-19.

Come stare al mare

Negli stabilimenti sono vietate attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti, pertanto dove vi fossero le piscine devono stare chiuse, così come niente tornei di beach-volley o calcetto in spiaggia; gli ombrelloni devono essere distanziati a 4 metri e mezzo se nella stessa fila, mentre di 5 metri deve essere la distanza tra ogni fila. 

In aggiunta gli stabilimenti possono lavorare con entrata su prenotazione e igienizzazione dei lettini se si danno a un nuovo cliente.

"Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l'utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È opportuno anche privilegiare l'assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l'igienizzazione delle superfici prima dell'assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l'utilizzo di piscine eventualmente presenti all'interno dello stabilimento".

Allo stesso tempo la distanza tra lettini e sdraie non posizionati sotto gli ombrelloni deve essere di almeno 2 metri in battigia.

Anche per i bambini deve restare valido il distanziamento sociale in spiaggia.

"Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze".

Infine relativamente alle spiagge libere le decisioni spettano alle amministrazioni comunali tenendo conto delle specifiche caratteristiche.

"Dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci".

Come stare al ristorante

Deve triplicare la distanza tra i clienti al ristorante, passando da 1,2 metri a 4 e deve essere vietato il buffet. Nel documento di Inail e Iss si evidenzia inoltre l'importanza dell'introduzione della prenotazione obbligatoria. 

Tutto questo prevede a monte "un limite massimo di capienza predeterminato".

Imprese turistiche: su spiagge e ristoranti linee guida "insostenibili"

Imponendo vincoli sullo spazio e limiti di capienza, le linee guida di Inail e Iss vanno a ridurre significativamente la clientela di ristoratori e gestori di stabilimenti, pertanto è scontata la loro reazione negativa, che non si è fatta attendere.

Gli imprenditori del settore parlano di "protocolli "insostenibili", con riduzioni di almeno 1/3 dei posti nei ristoranti e ancora di più negli stabilimenti balneari, con conseguenti e logici "gravi danni" a tutto il settore. 

Gli imprenditori aggiungono che se si riparte a queste condizioni, sono necessari finanziamenti e aiuti economici concreti per sopperire alle perdite.

Tavolo governo-Regioni su Fase 2

Ieri il Governo centrale e le Regioni avevano trovato l'accordo per la gestione economica della Fase 2, relativamente alla riapertura delle attività commerciali al momento ancora chiuse, come bar, ristoranti, negozi e parrucchieri/centri estetici.

Oggi i governatori delle Regioni hanno invocato la ripresa degli spostamenti interregionali, almeno a partire dal 1° giugno. 

Tema:
Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
Tags:
Coronavirus, Italia, Economia, Società
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook