09:10 27 Maggio 2020
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Ancora insulti e minacce di morte a Silvia Romano. Questa volta è il consigliere comunale del Comune di Asolo in provincia di Treviso a chiedere addirittura che sia impiccata.

Non si fermano le minacce di morte nei confronti di Silvia Romano, la cooperante italiana rientrata due giorni fa dalla Somalia dopo 18 mesi di prigionia e mostratasi in pubblico con lo jihab tipico delle donne islamiche.

Il consigliere comunale di Asolo in provincia di Treviso, Nico Basso, su Facebook ha postato una foto della cooperante e poi scritto “impiccatela”.

Il consigliere ha poi rimosso il post scrive l’Ansa, ma resta il gesto di un politico locale ex leghista e ora capogruppo della lista civica “Verso il futuro”, che sul suo profilo inveisce anche contro Conte e Di Maio per aver accolto Silvia Romano al suo rientro a Roma.

A Milano l’antiterrorismo della Procura ha aperto una inchiesta per minacce aggravate dopo il rinvenimento di volantini che minacciavano di morte Silvia per la sua scelta di essersi convertita all’Islam.

La madre ha chiesto ai giornalisti e fotografi che ancora sostano sotto casa loro di “usare il cervello” e di lasciarli in pace.

In questi giorni il caso di Silvia, come aveva fatto notare un conduttore di RTL 120.5 mentre intervistava Matteo Salvini sul rientro in Italia della cooperante, è il primo fatto degno di nota dopo e in mezzo alla pandemia.

L’Ordine degli psicologi della Lombardia ha chiesto che sulla ragazza cali il silenzio per evitare un doppio trauma.

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