18:20 30 Novembre 2020
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La mamma di Silvia Romano parla del presente di Silvia e della volontà di lasciarsi alle spalle quanto accaduto. Interviene l'Ordine degli psicologi della Lombardia per chiedere rispetto e silenzio.

Parla la madre di Silvia Romano intervistata telefonicamente dal Tg3, e le prime parole sono rivolte al presente: “Cerchiamo di dimenticare, di chiudere un capitolo e aprirne un altro”.

E per quanto riguarda le indagini, la mamma di Silvia, la signora Fumagalli, dice che hanno preso le distanze dalla onlus Africa Milele che inviò la cooperante in Kenya.

Non sono io che devo parlare, “c’è una procura che indaga e ci pensano loro” aggiunge la madre di Silvia.

Su una eventuale conferenza stampa non crede ci sarà, per il momento è impossibile spiega perché la figlia è in quarantena obbligatoria a seguito del rientro dall’estero, come avviene per qualsiasi cittadino o persona che mette piede in Italia in questo momento.

L’Ordine degli psicologi Lombardi

“Un bel tacer non fu mai scritto”, scrive l’Ordine degli psicologi della Lombardia su Facebook a proposito delle invettive, delle parole violente e delle minacce ricevuta da Silvia attraverso i social.

“L’Ordine degli Psicologi della Lombardia esprime sostegno e solidarietà a Silvia Romano e alla sua famiglia”.

E dal comunicato si apprende l’invito al rispetto del trauma vissuto dalla ragazza:

“Ricordiamo che Silvia è la vittima di un rapimento, un evento traumatico estremo.

La nostra comunità professionale sottolinea l’importanza di rispettare, anche con un opportuno silenzio, il momento che Silvia sta attraversando: gli attacchi mediatici di questi giorni rappresentano un pericolo grave per il suo benessere e la concreta possibilità di contribuire ad un ulteriore trauma sul trauma”.

E per quanto riguarda il piano scientifico scrivono:

“Inoltre, il sapere scientifico psicologico dimostra in modo incontrovertibile che nessuna diagnosi può essere fatta per interposta persona o sulla base di immagini o di riferiti”.

E concludono:

“La valutazione clinica è un lavoro delicato che richiede un contatto diretto e degli strumenti professionali: questo processo non può essere lasciato nelle mani di chi sostiene la strumentalizzazione mediatica, di comunicatori imprudenti o di persone mosse da sentimenti primitivi e nessuna competenza in materia”.

Il 9 maggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato la liberazione di Silvia Romano, la cooperante milanese sequestrata da un gruppo criminale a fini estorsivi in Kenya nel novembre 2018, mentre faceva un'esperienza di volontariato nell'orfanotrofio di Likoni, gestito da un onlus.

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