13:33 09 Agosto 2020
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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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Come sarà la scuola dell'anno scolastico 2020/2021? E quanto provano a delineare al Ministero dell'Interno il ministro e la sua Task Force. Ecco gli scenari ipotizzati per i vari gradi.

In attesa di un vaccino contro il nuovo coronavirus che si spera arrivi presto, il Ministero dell’Istruzione è al lavoro con la sua Task Fforce di esperti dedicata per rimodulare completamente il modo di studiare degli alunni dalle materne alle scuole superiori.

Mentre per i più piccoli la Azzolina pensa al coinvolgimento di associazioni dei territori comunali con cui le scuole già collaborano, per le elementari e le medie (primaria e secondaria di I grado) si punta a una divisione delle classi e quindi a una loro moltiplicazione, mentre le superiori riprenderanno con un mix di presenza in classe e di lezioni seguite a distanza.

Elementari e medie: tutti a scuola

Per le elementari e le medie lo scenario per ora ipotizzato prevede la scissione delle classi più numerose, con un necessario raddoppio del corpo docenti. Nel dl Rilancio non ancora approvato già si prevede la stabilizzazione di 16mila insegnanti che saranno così pronti dal primo settembre a prendersi la responsabilità didattica con un contratto a tempo indeterminato in tasca.

Per quanto riguarda gli spazi aggiuntivi necessari ad accogliere il raddoppio delle classi, tra le ipotesi allo studio l’uso di palestre comunali, teatri e locali territoriali di associazioni che già hanno un rapporto con le scuole.

Ma anche strutture nella disponibilità dei singoli Comuni che per l’occasione potrebbero essere ristrutturate durante l’estate: vedasi le vecchie scuole chiuse per accorpare tutto in uno.

Molta più arte, musica e sport: la didattica mutata da Covid-19

Non c’è dubbio che Covid-19 potrebbe segnare un cambiamento (positivo?) per la didattica a tutti i livelli. Quello che verrà chiesto al corpo docenti è di ripensare la didattica e forse completamente e anche per sempre, con tutti i rischi che si corrono nel perdere quanto di buono ha la didattica della Scuola italiana.

Più arte, più musica e più sport, ovvero tutte quelle materie che tengono gli alunni ben distanziati tra loro. Ciascuno impegnato nella realizzazione della sua opera d’arte, ciascuno al suo posto con il suo strumento musicale e ben distanziato da chi gli sta accanto per evitare che gli strumenti cozzino tra loro (vedasi chitarre). E poi lo sport, quello individuale non certo quello di squadra.

Meno nozioni quindi e più creatività si potrebbe dire, perché si dovrà guardare allo sviluppo complessivo dell’alunno e dell’alunna: lo impone Covid-19 (?).

Superiori e la didattica “mista”

Alle scuole superiori la sfida di restare per metà a domicilio assistendo (ancora) alle video lezioni da casa, ma da settembre l’altra metà della classe sarà in classe.

Poi a rotazione una settimana una metà e poi l’altra si alterneranno in classe e viceversa a casa.

Ciò significa che da un punto di vista tecnologico tutte le classi, di tutti gli istituti di istruzione superiore, dovranno essere collegate alla rispettiva rete scolastica e da qui a Internet per consentire agli alunni di connettersi e seguire la lezione.

Dal punto di vista dell’implementazione, ma anche della sicurezza informatica, un grosso impegno, una grande sfida.

Molto interessante la lettera dell'Accademia della Crusca, che ha spezzato più di una lancia a favore della didattica in classe e non attraverso un video.

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