09:20 26 Maggio 2020
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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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Save the Children denuncia la povertà educativa dei bambini e degli adolescenti, che si associa alla povertà economica delle famiglie. 1 su 10 non ha seguito le video lezioni da casa.

Save the Children ha pubblicato l’11 maggio il suo rapporto dal titolo ‘L’impatto del coronavirus sulla povertà educativa’ con cui fotografa la situazione dell’educazione in Italia in questo momento di forte emergenza sanitaria, economica, sociale.

Secondo l’indagine condotta dall’istituto di ricerca 40 dB per conto di Save The Children su di un campione superiore ai 1.000 bambini e ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 17 anni, più loro genitori, 1 su 10 non segue mai le lezioni a distanza o lo fa una volta a settimana.

Circa 1 minore su 5 incontra invece maggiori difficoltà a fare i compiti in questa modalità del tutto nuova ed emergenziale per la scuola.

Per quanto riguarda i genitori, 1 su 20 teme che il proprio figlio/a sarà costretto a ripetere l’anno, anche se il ministero dell’Istruzione vieta la bocciatura degli alunni per quest’anno.

Le famiglie dove le difficoltà economiche sono più ampie, le preoccupazioni per i figli salgono a 1 su 10.

Scuole aperte tutto il giorno

Le famiglie che presentano le maggiori difficoltà, cioè il 45,2% del campione, desidera “le scuole aperte tutto il giorno con attività extrascolastiche e supporto alle famiglie”.

Il 60,3% dei genitori intervistati ritiene che il proprio figlio avrà bisogno di supporto alla ripartenza della scuola, “data la perdita di apprendimento degli ultimi mesi”.

Rischio dispersione scolastica

Save the Children teme che accanto all’impoverimento economico si assocerà “un pericolo concreto di un forte incremento della povertà educativa già ampiamente diffusa nel nostro Paese prima della crisi”.

“Bambini e adolescenti, soprattutto quelli che vivono ai margini, potrebbero essere lasciati indietro nell’apprendimento e nello sviluppo delle proprie capacità, restare isolati e perdere fiducia e motivazione in se stessi e nello studio, con il pericolo concreto di abbandonare il loro percorso scolastico”.

Il 13,7% dei ragazzi italiani era già in questa situazione prima della pandemia.

Nord e sud Italia accomunati dalla stessa povertà educativa

I territori ad alto rischio educativo si trovano al nord come al sud dell’Italia. Le famiglie in difficoltà sono aumentate.

Save the Children fa notare che già prima della pandemia più di 4 ragazzi su 10 non facevano sport e quasi 1 su 2 non leggeva un libro non scolastico.

Riscriviamo il futuro

Save the Children ha lanciato la campagna “riscriviamo il futuro” a cui hanno già aderito 100 nomi noti della cultura e dello spettacolo, ma anche del giornalismo e dello sport.

La campagna prevede l’adesione al Manifesto scritto per chiedere al Governo e alle istituzioni di farsi carico della povertà educativa in Italia e delle future generazioni, se si vuole che ancora vi sia un futuro per l’Italia.

Tema:
Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
Tags:
Save The Children, Scuola, Coronavirus
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