02:29 06 Luglio 2020
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Coronavirus in Italia, contagi in calo: inizia la fase 2 (2 - 10 maggio) (123)
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Il governatore del Veneto Luca Zaia lancia un appello energico al governo sulle riaperture a partire dal 18 di maggio. Aprire tutto i dati ci confortano, dice in conferenza.

“Noi come governatori abbiamo mostrato la difficoltà alla luce dei dati sanitari che abbiamo oggi, di pensare ancora che alcune chiusure possano permanere per altre settimane”, lo dice il governatore Luca Zaia durante la conferenza stampa quotidiana di presentazione della situazione in Veneto rispetto alla diffusione del nuovo coronavirus.

“Noi pensiamo che il primo di giugno sia un’era glaciale. Cioè sia troppo tempo. Pensiamo che il punto di caduta sia il 18 maggio per le riaperture, e sto parlando delle riaperture di tutti quei sevizi che riguardano i servizi alla persona”, dice Zaia.

Ance se aggiunge che non è sua intenzione di andare contro i pareri della comunità scientifica.

Zaia è quindi per la riapertura di tutto: parrucchieri, palestre, abbigliamento, bar e ristoranti.

“La Regione Veneto chiede quindi che si riapra tutto dal 18 maggio”, sintetizza in una frase il governatore.

L’appello ai veneti

Chiediamo ai veneti di continuare a usare i dispositivi, altrimenti va a finire che quando saremo a pieno regime tra 10 giorni o una settimana, saremo punto e a capo, richiama quindi al rispetto delle disposizioni Zaia in previsione di una riapertura totale a breve.

Zaia denuncia il complottismo in rete

“Purtroppo non aiuta tutto il complottismo che c’è in rete – afferma Zaia – che va ad accarezzare idee delle più strane. Da quella che dice che il virus è tutta una invenzione degli stati, o perché bisogna far vendere farmaci alle aziende farmaceutiche… Guardate, io dico che si deve avere rispetto per i morti.”

Situazione nel Veneto

440mila tamponi con battuta di Zaia che dice: “Finirà che i coreani verranno a studiare il caso da noi qua…”.

Le persone in isolamento sono 5.014, mentre i positivi sono 18.722 e i ricoverati sono 796 con 75 nelle terapie intensive. I dimessi sono 2.986 ma i morti sono 1.261 sul totale e 9 in più rispetto al giorno precedente. E sono 1.657 i morti in totale se si considerano anche quelli non morti in ospedale.

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Coronavirus, Luca Zaia
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