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Coronavirus in Italia, contagi in calo: inizia la fase 2 (2 - 10 maggio) (123)
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Come si tornerà a scuola a settembre? Se lo domandano gli studenti e i genitori. Il viceministro Ascani spiega le ipotesi in campo per la ripartenza mista e sdoppiata.

Il rientro a scuola a settembre è un argomento che interessa non solo gli alunni, ma anche i genitori e il Ministero dell’Istruzione è al lavoro su più scenari per capire quale il migliore da applicare o se applicare un mix di misure.

Il viceministro all’Istruzione Anna Ascani ha riferito a Sky TG24 che per i ragazzi e le ragazze delle elementari e delle medie si punta ad un sistema che li riporti tutti in classe, anche se divisi e con un aumento di attività secondarie come sport, musica, arte, laboratori e creatività digitale.

Per realizzare un simile scenario andranno individuati nuovi locali perché le classi dovranno essere scisse. Tra le ipotesi già avanzate dal ministro Azzolina l’uso di locali di associazioni che già collaborano con le scuole, ma anche di teatri e cinema e le palestre comunali. Ma anche il recupero di precedenti strutture scolastiche abbandonate da anni per rispettare la logica di accorpamento applicata negli ultimi decenni.

Superiori in attività mista

Per le superiori invece si pensa ad una didattica mista, metà in presenza e metà a casa collegata in videoconferenza con il resto della classe.

I più grandi sono più facili da gestire questo è il discorso e per questo “la didattica a distanza continuerà ad essere una parte del loro curriculum”, ha detto la viceministro Ascani.

Problema costi

Ovviamente sdoppiare le classi delle scuole elementari e delle medie significherà raddoppiare il numero di docenti.

Ma se da un lato questa è una buona notizia per quanti affollano le graduatorie di istituto, dall’altra bisogna fare i conti con il borsello dell’Italia e qui c’è un confronto in corso con il ministro dell’Economia Gualtieri riferisce Ascani.

L’ampliamento di organico richiederà “professionalità specializzate per le nuove attività” spiega Ascani, che però aggiunge che i Comuni possono contare su relazioni con Terzo Settore e associazioni del territorio “che possono farsi carico di un pezzetto di queste attività educative”. Quindi lavoro gratuito, cioè volontariato per venire in contro alle casse del Tesoro.

In precedenza, il Consiglio Superiore dell'Istruzione ha approvato l'ordinanza relativa agli esami di terza media, i quali saranno svolti per via telematica previa consegna di un elaborato scritto.

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