10:10 29 Maggio 2020
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Coronavirus in Italia, contagi in calo: inizia la fase 2 (2 - 10 maggio) (123)
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L'uso delle mascherine accompagnerà gli italiani per molto tempo, probabilmente fino a fine anno. E' stata illustrata la situazione con i dati e le stime raccolte da Ispra durante un'audizione della commissione Ecomafie alla Camera dei Deputati.

Nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti collegata all’emergenza Covid-19, condotta dalla commissione parlamentare Ecomafie, i rappresentanti Ispra hanno illustrato le dimensioni della situazione durante un'audizione alla Camera dei Deputati.

"Da qui a fine anno il sistema italiano dovrà gestire un quantitativo di rifiuti derivanti dall’uso di mascherine e guanti compreso tra 150mila e 450mila tonnellate. Ad oggi è presente in Italia una capacità impiantica in grado di trattare circa 340mila tonnellate di rifiuti sanitari (di cui 220mila tramite incenerimento e 120mila con sterilizzazione), a fronte di circa 145mila tonnellate di quantità effettivamente trattate (96mila tramite incenerimento, 50mila con sterilizzazione)", ha dichiarato Ispra. 

Considerando il peso di ogni singola mascherina, che equivale a circa 4 grammi, è alto il rischio legato alla dispersione incontrollata nell’ambiente di questi Dpi.

"Mentre l’Italia fa i primi passi sulla strada della ripartenza non nascondo la mia preoccupazione su alcuni aspetti relativi alla gestione dei rifiuti. Prima di tutto sull’abbandono di guanti e mascherine a terra: come stimato da Ispra, ne useremo fino a 450mila tonnellate da qui a fine anno. È dunque fondamentale fin da subito porsi il problema di come fronteggiare la dispersione nell’ambiente di questi dispositivi, andando a privilegiare sempre guanti e mascherine lavabili e riutilizzabili", ha commentato il presidente della commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli durante l'audizione alla Camera dei Deputati.

L'unica soluzione rimane quella ribadita più volte da Iss e Ispra, cioè gettare mascherine e guanti nei contenitori per la raccolta indifferenziata, per poi essere avviate prioritariamente ad incenerimento o in discarica. Il problema in Italia risiede nel fatto che questa tipologia d’impianti scarseggia sul territorio nazionale.

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