17:24 08 Agosto 2020
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Nei giorni scorsi la Guardia Costiera ha disposto il fermo amministrativo delle navi Alan Kurdi e Aita Mari.

La portavoce della ong Sea Watch, Giorgia Linardi, ha commentato al portale Adnkronos il recente fermo  delle navi Aita Mari e Alan Kurdi, esprimendo forte criticità nei confronti del governo italiano:

"E' preoccupante vedere utilizzata anche da parte di questo governo la stessa, identica, strategia di accanimento nei confronti delle navi delle ong, impegnate nel soccorso in mare. Una strategia utilizzata dal governo precedente e che non ha al centro la sicurezza delle persone e la salvaguardia della vita umana, ma la volontà di scoraggiare la presenza delle ong in mare, altrimenti contestualmente verrebbero impiegate unità navali italiane ed europee".

La portavoce si è poi soffermata sul caso dell'Aita Mari, sottolienando come la nave si sia "recata nella zona dei soccorsi dopo che da tre giorni erano stati avvistati dagli assetti aerei di Frontex più di 250 persone in mare, in quattro casi" e come "nessuna di queste persone è stata soccorsa dalle autorità".

La Linardi ha quindi rimarcato come la nave Aita Mari abbia "sopperito all'omissione di soccorso da parte delle autorità e ora, da parte dello stesse autorità, viene ingiustamente punita".

Il fermo della Alan Kurdi

Nei giorni scorsi la Guardia Costiera italiana ha disposto il fermo amministrativo della Alan Kurdi, la nave di soccorso marittimo della ong Sea.

Le autorità italiane hanno infatti contestato delle irregolarità a bordo relative all'ottemperanza alle norme di sicurezza della navigazione e di tutela ambientale ad esse applicabili.

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