03:49 02 Giugno 2020
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250 uomini della Guardia di Finanza hanno smantellato una organizzazione trasversale fatta di funzionari e spedizionieri doganali che nel porto di Salerno hanno commesso ogni sorta di illecito sul traffico delle merci.

Un’imponente operazione contro il traffico internazionale di rifiuti è stata condotta questa mattina da 250 uomini della Guardia di Finanza presso il porto di Salerno, che ha portato all’arresto di 69 persone accusate di peculato, corruzione, favoreggiamento personale, falso, traffico di influenze illecite e molti altri reati, tutti finalizzati all’invio verso l’estero di rifiuti non trattati e pericolosi per la salute pubblica, ma anche per la commissione di molti altri reati legati al transito delle merci.

L’operazione ha coinvolto l’intero territorio regionale e vede tra gli indagati anche funzionari doganali, personale sanitario, spedizionieri, dipendenti di società operanti nel porto di Salerno.

L’operazione Tortuga

Il nome dell’operazione è Tortuga ed ha completamente stroncato un sodalizio criminale che vedeva coinvolte persone con ruoli chiave nel porto di Salerno. I funzionari doganali coinvolti sono ben 17, tra cui il direttore ad interim e il vicedirettore dell’Ufficio Dogane di Salerno, e 6 funzionari sanitari, mentre gli spedizionieri doganali indagati sono 22. Senza contare i professioni coinvolti, tra cui due avvocati, un dipendente amministrativo impiegato presso la Procura di Salerno.

Tra gli indagati per il traffico internazionale di rifiuti presso il porto di Salerno anche un militare della Guardia di Finanza.

Dove venivano inviati i rifiuti

Nel porto sono state accertate movimentazioni di oltre 60 tonnellate di rifiuti speciali non a norma, e di 1.000 pannelli fotovoltaici oltre a 1.000 accumulatori di energia elettrica frutto di vari furti e destinati all’estero per essere smaltiti e smantellati senza alcun rispetto per le normative in materia di tutela ambientale.

Numerosi altri reati commessi

Grazie alle intercettazioni la Guardia di Finanza ha potuto appurare che nel porto di Salerno le procedure di verifica delle merci veniva sistematicamente disapplicato per consentire ogni sorta di illecito, compreso il contrabbando di tabacchi lavorati esteri provenienti dal Marocco per un valore in diritti doganali non richiesti pari a 1,2 milioni di euro.

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