03:53 31 Maggio 2020
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Polemiche a distanza sulla nomina del nuovo direttore del Dap. Parla il magistrato Nino Di Matteo con risposta a stretto giro di Bonafede. Poi interviene Renzi a chiedere 'chiarezza'.

Appena un paio di giorni fa il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha sostituito al vertice del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria il direttore dimissionario nominando al suo posto il magistrato Dino Petralia.

Alla vicenda si aggiunge una polemica che però ha radici nel passato recente e fa riferimento al periodo in cui Bonafede era appena stato nominato ministro.

Andava nominato il nuovo direttore del Dap e il nuovo direttore generale degli Affari penali.

Bonafede chiamò il magistrato antimafia Nino Di Matteo, ma secondo quest’ultimo il ministro ritirò la sua candidatura perché intimorito dalle intercettazioni in carcere di alcuni boss al 41bis che assolutamente non volevano Di Matteo capo del Dap. Di Matteo ha riferito questa sua versione dei fatti alla trasmissione televisiva ‘Non è l’Arena’ di Massimo Giletti.

Non è tardata la risposta del ministro Bonafede, che anch’egli è intervenuto telefonicamente in diretta su La7 per smentire la ricostruzione del magistrato, secondo cui egli avrebbe ritirato la sua proposta perché intimorito dalle intercettazioni in carcere fatte ai boss della mafia.

Bonafede ha invece riferito di aver preferito Di Matteo a capo degli Affari penali al ministero, ruolo che fu di Giovanni Falcone, perché riteneva quest’ultimo incarico di maggiore impegno nella lotta contro alla mafia e più di primo piano.

Renzi interviene sulla faccenda

Matteo Renzi è intervenuto sulla vicenda tra il ministro Bonafede e il magistrato Di Matteo, considerando il fatto grave e sul quale vuole che sia fatta chiarezza.

“voglio vedere se è un regolamento di conti, voglio sapere la verità”, da detto Renzi a ‘L’Aria che tira’ su La7.

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