05:06 02 Giugno 2020
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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Dal 4 maggio più over 50 al lavoro, meno donne ma più uomini e maggiormente al Nord Italia colpito aspramente dalla pandemia. Sono i dati dell'indagine dei Consulenti del lavoro.

La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro mette a nudo il paradosso della Fase 2 in Italia, con più over50 che riprenderanno a lavorare dal 4 maggio rispetto ai giovani.

Il totale dei lavoratori che riprenderanno l’attività saranno 4,4 milioni (il 62,2% di quanti sono rimasti a casa durante il lockdown) scrivono i consulenti del lavoro, mentre 2,7 milioni resteranno ancora a casa.

La ripresa “avrà effetti inattesi”, scrivono nella ricerca i consulenti del lavoro, perché a tornare saranno “soprattutto lavoratori over 50, rispetto ai giovani, interesserà maggiormente il Nord Italia, più esposto al contagio in questi due mesi di emergenza da Covid-19, e favorirà i lavoratori dipendenti a discapito degli autonomi”.

L’industria riapre al 100% dal 4 maggio e infatti su “100 lavoratori che rientreranno al lavoro il 60,7% lavora nel settore manifatturiero; il 15,1% nelle costruzioni; il 12,7% nel commercio e l’11,4% in altre attività di servizio”, riporta l’indagine che fa uso dei microdati dell’Istat sulle forze lavoro.

Più uomini che donne

Ancora altro paradosso che l’indagine evidenzia è il fatto che sul totale dei 4,4 milioni di persone che torneranno a lavorare 3,3 milioni sono uomini.

A tornare a lavorare, poi, sono principalmente i dipendenti (79,4% del totale).

Il paradosso sull’età

“Tra i paradossi legati alla riapertura delle attività produttive prevista dalla Fase 2 – si legge nel comunicato stampa di presentazione dell’indagine –, nonostante il dibattito nazionale sull’opportunità di prevedere rientri differenziati per tutelare maggiormente la popolazione più adulta, c’è l’aspetto legato all’età dei lavoratori coinvolti. Gli over 50 riprenderanno a lavorare prima dei giovani.

A rientrare saranno:

  • il 68,7% dei 50-59enni;
  • il 67,1% dei 40-49enni;
  • il 59% dei 30-39enni;
  • il 48,8% degli under 30.

I dati della Sorveglianza integrata Covid-19 dell’Iss

Quotidianamente l’Istituto superiore di sanità aggiorna i dati della Sorveglianza integrata Covid-19 in Italia, da cui si apprende che il 31,5% dei casi positivi ha tra i 51 e i 70 anni, mentre il 27,5% dei casi positivi ha una età compresa tra i 19 e i 50 anni.

L’età media dei casi è di 62 anni e ad essere colpiti sono al 52,9% i maschi e al 47,1% le donne.

Per quanto riguarda la letalità, i dati Iss indicano che essa aumenta sensibilmente con l’aumentare dell’età anagrafica.

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