01:50 04 Agosto 2020
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Le dimissioni del capo dell'amministrazione penitenziaria arrivano in seguito alla scarcerazione di diversi esponenti mafiosi e alle rivolte dei penitenziari, esplose per l'emergenza covid-19.

Il capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, ha ufficialmente rassegnato le dimissioni. La rinuncia del vertice del DAP arriva in seguito alle polemiche sulle scarcerazioni dei boss mafiosi, la cui pena è stata commutata ai domiciliari temporanei, per il rischio di contrarre il coronavirus. 

Alcuni dei capimafia oggetto del provvedimento, scontavano una pena al carcere duro, come Francesco Bonura, colonnello di Bernardo Provenzano, o una condanna all'ergastolo, come Francesco La Rocca, temuto boss del Calatino. Ai domiciliari anche Pasquale Zagaria, cassiere dei Casalesi. 

La circolare del Dap

L'epidemia di scarcerazioni è arrivata in seguito a una circolare del DAP inviata ai direttori degli istituti penitenziari, nella quale si chiedeva a segnalare "con solerzia all'autorità giudiziaria" una lista di detenuti particolarmente a rischio per salute o età, "suggerendo la scarcerazione" se sofferente di una delle nove patologie elencate o se di età superiore ai 70 anni. 

Si ritiene che i giudici abbiano tenuto conto di queste informazioni per il differimento temporaneo della pena ai domiciliari. 

La vicenda ha sollevato trasversalmente la polemica, nel mondo dell'antimafia, tra giudici e familiari delle vittime di mafia e anche fra i partiti politici. 

La reazione dei politici

Le dimissioni di Basentini, però sembrano non bastare al leader della Lega, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva chiesto spiegazioni al governo. 

"Le dimissioni del direttore del Dap Francesco Basentini - ha scritto su twitter - non bastano a cancellare quanto successo in poche settimane tra carceri in rivolta, morti, evasioni e perfino mafiosi e assassini usciti a decine di galera. Il ministro Bonafede è il primo responsabile: dimissioni!"

 

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Mafia, Carcere, Italia
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