17:47 08 Agosto 2020
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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Secondo una simulazione del comitato tecnico scientifico, riaprendo tutto l'R0 aumenterebbe a 2,25, provocando sino a 430.866 malati in rianimazione entro l'anno. Una cifra insostenibile per il SSN.

Un "liberi tutti" al 4 maggio riporterebbe il Paese ad una rapida impennata dei contagi che in breve sovraccaricherebbe il sistema sanitario, saturando i posti in rianimazione e portando le strutture ospedaliere al collasso. E' quanto emerge dal report compilato dal comitato tecnico-scientifico presieduto dal presidente Iss, Silvio Brusaferro, che ha indirizzato il governo verso una riapertura graduale delle attività economiche, piuttosto che una riapertura totale. 

Una decisione che ha lasciato tutti scontenti, dalla CEI per la sospensione delle messe, alle famiglie per l'interruzione delle attività scolastiche, dai piccoli esercenti, come parrucchieri ed estetisti agli operatori del turismo e della ristorazione. Ma gli scenari emersi dal dossier del comitato scientifico mostrano che una riapertura totale dal 4 maggio non è possibile.

Le simulazioni con apertura al 100%

Nello studio il cts ha sviluppato diversi modelli di apertura, attraverso l'effettuazione di simulazioni. Con l'apertura di tutte le attività - manifattura, edile, commercio, ristorazione, accoglienza, intrattenimento, attività scolastiche e di culto - la curva dei contagi ritornerebbe a salire con un R0 pari a 2.25, cioè ogni positivo contagerebbe più di due persone. 

Con questa progressione della malattia, le sale di terapia tornerebbero drammaticamente a riempirsi ed entro giugno ci sarebbe bisogno di 151.231 posti letto, 430.866 a fine anno. Una capacità impensabile per il sistema sanitario nazionale che con l'emergenza ha raggiunto circa 9 mila unità di terapia intensiva. 

Simulazione con scuole chiuse

Mantenendo le scuole chiuse e permettendo la riapertura di tutte le altre attività, il numero dei posti in rianimazione necessari per curare i malati diminuirebbe a 109.970 unità entro giugno e 397.472 entro l'anno

In ogni caso si tratta di capacità che non hanno neanche paesi come la Germania, in testa alle classifiche Ocse per il rapporto tra TI e numero di abitanti. Queste valutazioni scientifiche sottostanno la decisione di rimandare a giugno l'apertura totale, fermo restando l'evoluzione della situazione pandemica nelle prossime settimane, dopo le prime ripartenze.

 

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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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Coronavirus, Italia
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