16:22 01 Giugno 2020
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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Un documento avrebbe indicato al governo un margine di apertura minore rispetto alle attese. Il rischio della ripartenza di certi settori produttivi di aggregazione è quello di provocare un ritorno dei contagi e una saturazione delle terapie intensive, circa 9.000, entro giugno.

Secondo il parere del comitato tecnico-scientifico che consiglia il governo nell'assunzione delle decisioni politiche, un liberi tutti al 4 maggio avrebbe potuto provocare un nuovo boom di contagi, che in breve tempo avrebbe fatto ripiombare l'Italia nell'incubo vissuto a marzo, portando al collasso delle strutture sanitarie. 

Il dossier di 22 pagine, scritto in data 22 aprile, firmato dall'equipe di specialisti guidati dal professor Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss, dice chiaro e tondo che "lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto" e un allenamento totale potrebbe annichilire tutti i sacrifici che gli italiani hanno compiuto sin'ora. 

Da qui il consiglio di rinviare la ripartenza per alcuni settori.

Mentre in manifatture e cantieri si può tentare di contenere il contagio, per attività come bar e ristoranti il rischio di un nuovo innesco dell'epidemia è alto, per la natura stessa dell'attività che favorisce gli assembramenti e accorcia il distanziamento. 

Lo stesso discorso vale per le professioni che hanno a che fare con la bellezza e la cura del corpo, ovvero parrucchiere, estetiste, barbieri. Il dossier avverte che la riapertura provocherebbe un numero di contagi superiore alle capacita del Paese di ricevere pazienti in terapia intensiva, che attualmente conta circa 9.000 unità.

L'apertura di attività di aggregazione in scuole e nelle chiese, aumenterebbe in modo significativo il rischio di una nuova ondata epidemica, per lo spostamento massivo di persone da un punto all'altro, nello stesso tempo. 

Bocciate come premature sia la ripresa delle attività scolastiche, sia le funzioni religiose, sia gli allenamenti di gruppo. Ok, invece, per gli sport individuali, che non movimentano gruppi, meglio se a porte chiuse o all'aperto. 

Per quanto riguarda la ripresa delle attività, infine, il cts avrebbe preferito una ripartenza a scaglioni. Prima solo certi territori o certi settori, per 14 giorni, per poter studiare gli effetti della riaperture ed essere pronti a contenere una eventuale impennata dei contagi.

Gli scienziati restano scettici sull'uso delle mascherine, perché non ci sarebbero abbastanza evidenze scientifiche sull'effettiva utilità di questi dispositivi, mentre restano fondamentali le misure di distanziamento e l'igiene frequente delle mani. 

Tema:
Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
Tags:
Giuseppe Conte, Italia, Coronavirus
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