04:58 02 Giugno 2020
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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La rabbia di 50 mila imprese rappresentanti il settori degli acconciatori e degli estetisti: il settore rischia il tracollo con 90 giorni di chiusura, mentre gli abusivi lavorano in casa.

L’Associazione nazionale delle imprese cosmetiche, Cosmetica Italia, per voce del suo presidente Renato Ancorotti manifesta tutta la sua insoddisfazione per il Dpcm 26 aprile 2020 che di fatto ha stabilito la riapertura dei centri estetici e di parrucchieri a partire dal primo giugno (tra l’altro un lunedì).

Secondo l’associazione ci sono a rischio 50mila imprese che si vedono portare via il lavoro dagli abusivi che lavorano a nero a domicilio, si legge nel comunicato stampa dell’associazione di categoria.

“Tale provvedimento – riferendosi al Dpcm – avrà insostenibili conseguenze su un settore economico grande e frammentato, costituito in gran parte da piccole imprese già in difficoltà a causa del lungo periodo di chiusura obbligatoria per l’emergenza Coronavirus”.

L’associazione ritiene che “il settore è certamente in grado di darsi ulteriori regole igienico-sanitarie rigorose, a completamento di quelle efficaci già normalmente applicate, per una ripresa rapida che coniughi attenzione alla salute e alla sicurezza degli operatori e dei clienti, richiesta di benessere dei cittadini e riduzione degli impatti sociali”.

Tuttavia, scrive Ancorotti, “nessun tavolo è stato aperto per la definizione di un protocollo sanitario condiviso finalizzato alla ripresa in sicurezza di queste attività”.

Dall’associazione ancora sperano, comunque, che sia “possibile un ripensamento del governo ed una ridefinizione delle regole a sostegno della categoria”.

300mila famiglie senza reddito

L’associazione ricorda che le 50mila imprese rappresentano il lavoro e la fonte di reddito per 300mila famiglie italiane.

I parrucchieri incatenati

Intanto a Padova, racconta Rainews, i titolari di un negozio di parrucchieri si sono incatenati per protesta all’esterno del loro locale commerciale, mantenendo la distanza interpersonale e dotati di mascherina oltre che di guanti.

Non possiamo rimanere fermi, siamo pronti a rispettare le regole e le norme igienico sanitarie a tutela dei nostri clienti, ma “non possiamo rimanere fermi” ribadiscono.

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Economia, Coronavirus
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