06:59 25 Settembre 2020
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Una storia poco conosciuta di come Milano fu liberata nella notte tra il 25 e il 26 aprile del 1945, con la partecipazione eroica della Guardia di Finanza.

C’è una storia del 25 aprile e in particolare della storia della liberazione di Milano, a noi poco nota ma che ci viene raccontata dalla Guardia di Finanza in questo giorno in cui ricorre il 75° Anniversario della Liberazione.

La storia la racconta la Guardia di Finanza e ci narra che il Corpo partecipò alla liberazione di Milano giocando d’astuzia e con fine lavoro diplomatico.

Correvano gli anni 1943 – 1944

La Guardia di Finanza ci racconta che tra il 1943 e il 1944 fu l’unico corpo a non essere sciolto a differenza delle altre forze armate italiane, “grazie a un sottile lavoro diplomatico”.

Le Fiamme Gialle mantennero la loro integrità e sotto molti aspetti, perché pur garantendo ai tedeschi e ai fascisti “che si sarebbe dedicata esclusivamente ai compiti d’istituto”, nei fatti contribuì nel rinforzare i corpi della resistenza come il Corpo volontari della resistenza comandato da Raffaele Cadorna.

Questo “gioco” diplomatico, assai pericoloso, fu condotto in prima persona dal comandante della III Legione Guardia di Finanza Alfredo Malgeri, poi insignito della Medaglia d’oro al Valore della Guardia di Finanza proprio per le attività che svolse a favore della Resistenza nel 1945.

Le Fiamme Gialle da un lato portavano avanti i propri compiti affidati loro dalle leggi dell’epoca, ma dall’altro rifornivano di armi la resistenza organizzando finti attacchi alle formazioni di partigiani di montagna.

Gli attacchi, che dovevano sembrare reali ma che nei fatti erano simulati, servivano a coprire appunto il rifornimento di munizioni e armi.

I giorni della liberazione: aprile 1945

Il comandante Malgeri nell’aprile del 1945 prese accordi segreti con Cadorna del CVL garantendo a quest’ultimo che sarebbero stati affiancati dai finanzieri durante l’insurrezione generale dei partigiani.

Malgeri si offerse anche di ospitare presso la III Legione il governo provvisorio.

Tutto iniziò il 24 aprile racconta la Guardia di Finanza, quando “la caserma venne sbarrata e messa in stato di allerta; nel pomeriggio un piccolo gruppo di finanzieri si impossessò di un deposito di armi automatiche della polizia ausiliaria”.

Il 25 aprile dieci finanzieri occupavano la redazione del Popolo d’Italia, ma fu nella notte tra il 25 e il 26 aprile che “Malgeri ricevette dal tenente della Guardia di Finanza Augusto De Laurentiis – ufficiale di collegamento tra il comitato di Liberazione Alta Italia ed il reggimento di formazione della Guardia di Finanza che operava la liberazione di Milano – l'ordine di insurrezione generale, redatto a mano e firmato da Leo Valiani. In esso si ordinava alla Guardia di Finanza di impossessarsi della Prefettura di Milano e, condizioni militari permettendo, espugnare gli edifici della Muti, della Guardia Nazionale Repubblicana e della X Mas. Si chiedeva inoltre di proteggere dai contrattacchi fascisti i principali stabilimenti industriali già occupati dagli operai dietro ordine del CLNAI, e in particolare la O.M. di Milano, la Breda e la Pirelli di Sesto San Giovanni, e la Borletti. L'ordine, di tipo politico, veniva affiancato da un altro ordine, di tipo militare del Comando Piazza, che assegnava, stante la limitatezza delle forze, la priorità alla conquista della Prefettura.”

Fu con questa azione eroica che la Guardia di Finanza si conquistava un posto d’onore nella storia della Resistenza d’Italia.

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Storia, Guardia di Finanza
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