08:53 06 Luglio 2020
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Ricorre oggi 25 aprile il 75° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo e dal fascismo. A distanza di 75 anni, gli italiani di oggi sono chiamati a una nuova grande sfida di liberazione.

Ricorre oggi, 25 aprile 2020, il 75° Anniversario della Liberazione e il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella non fa mancare il suo messaggio per ricordare agli italiani e alle italiane che in quel giorno del 1945, liberando Milano, veniva liberata l’Italia dal nazifascismo e dai “suoi seguaci”.

“L’idea di potenza, di superiorità di razza, di sopraffazione di un popolo contro l’altro, – ricorda Mattarella – lasciò il posto a quella di cooperazione nella libertà e nella pace”, che poco dopo diede inizio all’avventura della Comunità Europea.

Un 25 aprile da celebrare nelle nostre case, dice Mattarella, ricordando quanti ci hanno lasciati in questa pandemia e la vicinanza ai “familiari di ciascuna delle vittime”, a cui il presidente invia i suoi “sentimenti di partecipazione al lutto”, che sono i sentimenti di tutta “la nostra comunità nazionale”.

La nuova prima linea

Oggi come allora vi è una Italia che combatte per la Liberazione. Allora bisognava liberarsi dell’oppressore straniero e del fascismo, oggi l’oppressore è invisibile e si combatte con la scienza e con la medicina. Segni dei tempi si dirà, ma la partecipazione di tutti è come allora essenziale e Mattarella lo ricorda esprimendo la sua “riconoscenza a tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali.”

Riconosce il loro tributo come quello degli operatori sanitari morti in corsia, e degli uomini delle forze dell’ordine colpiti dal nuovo coronavirus, e ricorda che il loro spirito di sacrificio “onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese.”

25 aprile una nuova Italia

In concomitanza con l’offensiva agloamericana partita l’1 aprile 1945, il Comitato di liberazione nazionale dell’alta Italia (Clnai) sferrava il suo attacco all’esercito nazista e liberava Genova, Milano e Torino senza l’aiuto militare diretto degli angloamericani.

“Nasceva allora una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro”, ricorda Mattarella nel messaggio per il 75° Anniversario della Liberazione.

Anche oggi, a 75 anni da quel giorno, nuove generazioni di italiani e di italiane sono chiamate dalla storia a far nascere una nuova Italia.

“A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore”, dice il presidente della Repubblica.

“Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando.”

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