05:01 02 Giugno 2020
Italia
URL abbreviato
Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
160
Seguici su

L'Accademia della Crusca a favore della didattica in aula, in un appello afferma che la scuola è un'aula non un video. E poi chiede che non si taglino più le classi a discapito della didattica.

L’Accademia della Crusca si schiera a favore della didattica in aula e dei suoi vantaggi pedagogici oltre che formativi e lo fa con un articolo pubblicato sul proprio sito, firmato da Rita Librandi, Claudio Giovanardi e dallo storico presidente Francesco Sabatini, noto per il suo Dizionario della lingua italiana.

L’Accademia elogia il ruolo svolto dal corpo docente in questa fase di emergenza e di aver “reagito in modo esemplare”.

“La risposta straordinaria, tuttavia, non deve far confondere tale capacità di intervenire in urgenza con la soluzione di un processo educativo che non può esaurirsi nella trasmissione di contenuti attraverso il web: la scuola è un’aula e non un video.”

I limiti dell’insegnamento a distanza

L’Accademia della Crusca evidenzia quindi “i limiti dell’insegnamento a distanza”, un limite scrivono che è stato sottolineato “dagli esperti di pedagogia e di didattica”.

I difetti riguardano in particolare il grado di comprensione dei contenuti esposti, la riduzione della socializzazione che impedisce alla classe di svolgere lavori di squadra e “l’interazione virtuosa tra i ragazzi e tra generazioni diverse in un fecondo scambio e arricchimento reciproco.”

La tecnologia è un grande contributo

L’Accademia della Crusca, quindi, non si pone in opposizione alla tecnologia che anzi viene considerato “un contributo di grandissima efficacia” all’insegnamento, ma le lezioni a distanza vanno bene solo in momenti eccezionali come questi.

Più classi per garantire il ritorno in aula

In modo magistrale l’Accademia della Crusca lascia passare una critica evidente che ritengono accomuni il sistema sanitario nazionale e la scuola: il taglio al personale e alle strutture.

“Come si è riconosciuta inadeguata la forza numerica umana nel campo della sanità, per effetto delle restrizioni improprie e di spirito elitaristico, così si riconosca che l’affollamento nelle classi è stato un provvedimento ministeriale sconsiderato; si provveda con l’occasione a rendere accettabile il rapporto numerico discenti – docenti. E non si assecondi la convinzione – forse gradita in ambienti solo commercialmente interessati – che la scuola possa essere un video e non un’aula: sarebbe, non solo nella battaglia contro la Covid-19, una sconfitta irreparabile.”

Tema:
Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
Tags:
Scuola, Coronavirus
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook