00:01 03 Giugno 2020
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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Il Protocollo sulla sicurezza negli ambienti di lavoro è stato rinnovato tra il governo e le parti sociali. Prevede maggiore sicurezza per i lavoratori che torneranno dal 4 maggio.

“Terminato da poco il tavolo con le parti sociali per aggiornare il protocollo per il contrasto della diffusione del Coronavirus nei luoghi di lavoro, andato avanti per tutta la notte e conclusosi positivamente. Un altro passo avanti per garantire alle nostre imprese di ripartire.” E quanto scrive il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo sul suo account Twitter.

Il Protocollo era stato scritto e firmato tra le parti lo scorso 14 marzo per introdurre nei luoghi di lavoro le prime misure di sicurezza sanitaria.

L’aggiornamento di quel protocollo è funzionale alla riapertura di ulteriori settori produttivi a partire dal prossimo 4 maggio.

Cosa prevede di nuovo il protocollo?

Il protocollo è stato migliorato e potenziato per includere precisazioni sull’uso delle mascherine e degli altri dispositivi di sicurezza sanitaria sui luoghi di lavoro, per garantire la sanificazione dei luoghi di lavoro che dovrà avvenire con maggiore frequenza in base al contesto lavorativo, ma anche per potenziare lo smart working.

Le imprese dovranno inoltre garantire la distanza tra le postazioni di lavoro negli ambienti lavorativi di quelle aziende che non possono far svolgere il lavoro da casa ai propri dipendenti.

Chi non applica le regole sarà sospeso

L’aggiornamento del protocollo prevede anche delle sanzioni per le imprese che non lo rispetteranno. La sanzione prevede la sospensione dell’attività che non si sarà regolarizzata secondo le linee guida obbligatorie stabilite.

Orari differenziati per l’accesso in fabbrica e ufficio

Altro capitolo discusso e inserito nel Protocollo riguarda la differenziazione degli orari di accesso alle fabbriche e ai luoghi di lavoro.

In una intervista rilasciata al Corriere della Sera oggi dal ministro dei Trasporti Paola de Micheli, viene ribadito che non potranno esistere orari di punta e che servirà coordinarsi sui territori per aprire in modo differito fabbriche e uffici.

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