21:33 15 Luglio 2020
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Dall'inizio della crisi sanitaria sono stati diversi gli episodi di sciacallaggio segnalati riguardanti la vendita di mascherine a prezzi esorbitanti.

La Federazione dei farmacisti italiani, Federfarma, ha esortato le autorità a prendere provvedimenti per mettere fine alla speculazione sulle mascherine. A riportarlo è Tgcom24.

L'associazione ha denunciato le difficoltà finora riscontrate nella distribuzione dei dispositivi personali di sicurezza, richiedendo l'imposizione di un prezzo di vendita fisso e l'eliminazione degli adempimenti burocratici. L'alternativa, hanno avvertito i farmacisti, potrebbe essere quella di sospendere del tutto le vendite.

Sin dall'inizio di marzo, quando in Italia è scoppiata l'emergenza, l'associazione di categoria ha avanzato diverse proposte che vanno dall'effettuare la distribuzione delle mascherine direttamente in farmacia, alla riduzione dell'IVA per rendere i prezzi più equi e all'autorizzazione a venderle anche senza il marchio CE per favorire la velocità di immissione in commercio.

Degli appelli rimasti tuttavia finora inascoltati, come confermato dal presidente di Federfarma, Marco Cossolo:

"L'unica cosa concreta che si è potuta constatare sono gli innumerevoli controlli effettuati dalle Autoritaà preposte, con l'elevazione di pesantissime sanzioni per il mancato rispetto di adempimenti burocratici e, ancor più grave, con il sequestro di dispositivi, che non fanno altro che lasciare la popolazione esposta al rischio di contagio. Nessun cenno per spiegare l'alterazione dei prezzi alla fonte di cui le farmacie sono le prime vittime", ha sottolieato Cossolo.

Nei giorni scorsi il commissario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ha annunciato che durante la fase due il prezzo di vendita massimo per i dispositivi personali di protezione potrebbe essere fissato a un euro.

 

 

 

 

 

 

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