09:22 27 Maggio 2020
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Ecco come cambieranno le nostre abitudini a partire dal 4 maggio: tempo libero, vita sociale, spostamenti e riorganizzazione del lavoro in azienda.

Ripartire prima del 4 maggio sarà possibile. Lunedì 27 aprile potrebbero tornare in attività le aziende del settore automobilistico, moda, edile e le attività commerciali di supporto a queste filiere. Potrebbero quindi tornare sul posto di lavoro 3 milioni di lavoratori, rispetto al totale degli 8 milioni attualmente fermi.

La riapertura, però, varrà solo per quelle Regioni in grado di assicurare due condizioni: 

  • la presenza di ospedali COVID;
  • luoghi di quarantena per i positivi.

Per chi non possiede i requisiti, la ripartenza è fissata il 4 maggio, ma con regole per contenere il rischio nuovi contagi. Si riaprirà seguendo gli indici di rischio, presentati nel documento tecnico dell'Inail, per aziende, fabbriche, negozi e cantieri, che dovranno inoltre aderire alle linee guida realative alla sicurezza:

  • sanificazione dei locali;
  • mascherine per il personale;
  • misurazione temperatura e saturazione;
  • presenza del medico.

Queste misure andranno autocertificate. Poi scatteranno i controlli, con pesanti sanzioni quali la sospensione o chiusura dell'attività per chi non sarà in regola. Il ministro Stefano Patuanelli non esclude una regionalizzazione delle riaperture. 

Come funzionerà la fase 2

Con l'alleggerimento delle restrizioni, non ci sarà solo la ripresa delle attività economiche, ma la riapertura graduale alle libertà personali, sacrificate per l'emergenza sanitaria. Ecco come funzionerà la fase 2, in base al rapporto Inail preso in visione nelle scorse ore dal Presidente del Consiglio Conte. 

  • Passeggiate: sarà possibile passeggiare anche lontano da casa, ma da soli o al massimo in due mantenendo distanze di sicurezza e utilizzando guanti e mascherine. 
  • Visite dai parenti: sarà possibile tornare ad incontrarsi in casa, rispettando la regola della distanza o utilizzando guanti e mascherine per proteggere i propri cari. 
  • Resta il divieto di assembramenti, che servirà a proteggere i più giovani.
  • Spostarsi in un altro comune: ci vorranno tempi più lunghi per muoversi liberamente da un comune all'altro, ma una diminuzione dell'indice dei contagi potrebbe favorire la riapertura del turismo. Dipenderà dalla capacità di accoglienza delle strutture alberghiere ma anche dalle capacità ricettive delle strutture sanitarie.  
  • Bar e Ristoranti: per la riapertura bisognerà che i locali siano messi in sicurezza. Nella prima fase si privilegerà la modalità d'asporto, poi si provvederà al distanziamento interno ed esterno, probabilmente con divisori fra i tavoli. Il personale dovrà essere necessariamente dotato di guanti e mascherine. Per gli aperitivi e le pizze con gli amici fuori casa bisognerà attendere ancora un po'.

La riorganizzazione del lavoro

Per quanto riguarda le aziende, invece, l'attenzione è puntata sugli spazi comuni, cioè mense, spogliatoi e bagni, sui tempi di ingresso e salita, e sull'informazione aziendale delle misure di igiene da mantenere sul posto di lavoro. 

In mense e spazi comuni le misure di sicurezza previste sono tre: 

  1. ventilazione continua degli ambienti
  2. turnazione della fruizione
  3. riduzione dei tempi di fruizione

Gli spostamenti all'interno degli stabilimenti dovranno essere ridotti al minimo, mentre per gli ambienti in cui operano contemporaneamente molti lavoratori si pensa a innovazioni, come l'installazione di separatori. 

Dovranno inoltre essere favoriti ingressi e uscite scaglionate, meglio se indicando due diverse porte per l'accesso e l'uscita dall'azienda. Le visite dei fornitori e il carico e lo scarico delle merci dovranno avvenire rispettando le distanze di sicurezza. 

Le riunioni dovranno avvenire in modalità video conferenza.

Le aziende dovranno applicare poster e manifesti di informazione sulle misure di igiene personale da mantenere, mettere a disposizione dispenser per il lavaggio frequente delle mani. 

I datori di lavoro, dovranno, in ogni caso, favorire le modalità di lavoro da casa, in smartworking o telelavoro. Sia per tutelare i dipendenti, sia per venire incontro alle esigenze delle famiglie che si trovano a dover badare ai figli senza reti d'appoggio.

I figli a casa

Con le scuole chiuse e i nonni in isolamento, toccherà ai genitori occuparsi dei figli. Alcuni lavoratori potranno godere il congedo parentale, ma per altri sarà indispensabile lo smartworking flessibile. 

Secondo l'Inail è "necessario rafforzare le misure di supporto per la prevenzione dei rischi connessi a questa tipologia di lavoro, in particolare fornendo assistenza nell’uso di apparecchiature e software nonché degli strumenti di videoconferenza, incoraggiando a fare pause regolari e tenendo conto della necessità di garantire il supporto ai lavoratori che si sentono in isolamento e a quelli che contestualmente hanno necessità di accudire i figli".

Tema:
L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
Tags:
Italia, Coronavirus
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