23:36 30 Ottobre 2020
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Il programma dovrà avere un'"impronta nazionale" per riorganizzare in sicurezza il lavoro nelle aziende, per pensare nuove regole nei trasporti e nelle attività commerciali.

Il governo, coadiuvato da un team di esperti, in queste ore sta lavorando a un piano per coordinare la fase 2 che potrebbbe essere pronto entro questa settimana. Lo ha annunciato Giuseppe Conte dal suo profilo Facebook. E' una "previsione ragionevole", scrive il premier, che il piano venga applicato a partire dal 4 maggio, giorno in cui è previsto l'alleggerimento di alcune restrizioni. 

"Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo", spiega Conte. 

Ma "sarebbe irresponsabile" una riapertura prematura e senza regole, "farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme".

Massima cautela

In questa fase non ci si potrà affidare all'"improvvisazione" o a decisioni estemporanee per dare una risposta a una singola impresa o a una singola regione, spiega il premier, ma bisognerà agire nella prospettiva della ripartenza bisognerà continuare sulla linea della massima cautela, sulla base di un piano di azione studiato scientificamente.

"L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere"

Un piano nazionale

Il programma deve avere "un'impronta nazionale", perché deve tracciare le linee guida per la riorganizzazione del lavoro in aziende, attività commerciali e regole per i trasporti pubblici, ma deve anche tenere conto delle peculiarità Regionali, come la struttura economica e la capacità di ricezione sanitaria. 

"Nei prossimi giorni - prosegue - analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese".

"Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza", conclude Conte.

 

 

Tema:
L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Giuseppe Conte, Coronavirus, Italia
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