23:45 30 Ottobre 2020
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Il governatore leghista Attilio Fontana difende la posizione della Regione Lombardia sulla delibera che autorizzava il trasferimento dei malati di COVID-19 nelle RSA con misure di sicurezza, allo stesso tempo proseguono le inchieste della magistratura sulla gestione dell'emergenza nelle case di riposo per anziani.

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana è intervenuto a Radio Padania per fare il punto sulla situazione del coronavirus nella regione. Ha espresso ottimismo sulla fine dell'emergenza, rilevando allo stesso tempo che manca ancora "un piccolo sforzo" per uscire dal tunnel. 

"I numeri iniziano a darci ragione, a dimostrare che rispettando le regole si riuscirà ad uscire da questa maledetta pandemia... Io sono convinto che le cose andranno bene. Per questo penso si debba dire grazie a tutti i lombardi che hanno lottato", ha affermato.

Tuttavia ha evidenziato che anche dopo il 4 maggio la ripresa sarà graduale e la gente dovrà ancora fare delle "piccole rinunce".

Dopodiché il governatore ha affrontato il tema delle RSA, dove è finito al centro delle polemiche per la delibera che autorizzava il trasferimento dei malati di COVID-19 in queste strutture con l'obiettivo di non far collassare gli ospedali, come sostenuto dallo stesso Fontana. In aggiunta le inchieste della magistratura si allargano, con l'inserimento nel registro degli indagati degli amministratori delle RSA.

Fontana ha ribadito che la Regione non ha responsabilità dirette, la scelta è stata presa col placet dei tecnici, inoltre una delibera simile "era stata presa dal Lazio. Però al governatore del Lazio (Nicola Zingaretti, segretario Dem - ndr) non è stato fatto alcun tipo di contestazione".

Questa affermazione è stata contestata dalla Regione Lazio, che in una nota diffusa sulle proprie pagine social è stata bollata come bufala.

"Ancora una volta la Regione Lazio si trova a smentire una bufala diffusa per infangare il lavoro fatto durante questa emergenza dalla giunta Regionale del Lazio. Alcuni giornali, prendendo spunto da una richiesta di disponibilità fatta alle Rsa del territorio dalla Regione per creare strutture esclusivamente Covid, vorrebbero far credere al lettore che, al pari della Lombardia, il Lazio avrebbe facilitato il contagio nelle residenze dedicate agli anziani. E' totalmente falso", si legge nella replica, aggiungendo che "quell'avviso pubblicato sul sito regionale aveva come obiettivo di individuare quelle Rsa disponibili a diventare centri Covid, ossia luoghi che avrebbero ospitato esclusivamente pazienti contagiati che non necessitavano di ricovero ospedaliero." 

In precedenza l'Istituto Superiore di Sanità aveva riferito tra i 6mila e 7mila decessi nelle RSA a partire dal 1° febbraio a seguito di sintomi riconducibili al COVID-19.

Tags:
politica interna, Giustizia, Coronavirus, Anziani, Italia, Lombardia
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