04:37 11 Luglio 2020
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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In Lombardia 5 volti i morti che fecero i bombardamenti sulla città di Milano in 5 anni. Lo ha detto Domenico Arcuri durante la conferenza stampa e chiede di non contrapporre la salute all'economia.

Il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri ha detto durante una conferenza stampa sabato che la cautela deve continuare a essere la cifra che accompagna la gestione dell’emergenza in Italia.

“È clamorosamente sbagliato – dice Arcuri – comunicare un conflitto tra salute e ripresa economica. Senza la salute e la sicurezza la ripresa economica durerebbe come un battito di ciglia.”

E poi, per dare la dimensione di quanto sta avvenendo in Lombardia, ha fatto un confronto con i bombardamenti occorsi sulla città di Milano durante la seconda guerra mondiale:

“Tra l’11 giugno 1940 e l’1 maggio 1945 a Milano sono morti 2mila civili, in 5 anni. In due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morti 11.851 civili: 5 volte di più”.

Sulle spese negli ospedali

Il commissario Arcuri risponde anche alle accuse di chi dice che a emergenza in fase di diminuzione, continuano ad arrivare ventilatori negli ospedali. Non è uno spreco? Gli viene chiesto.

“In questa tragedia potremmo arricchire e ampliare i reparti di terapia intensiva e domani avremo un servizio più efficiente e rafforzato. Non ci preoccupiamo per una volta di ‘sprecare danaro’, perché lo spreco è stato fatto non dotando di ventilatori i nostri ospedali.”

Tema mascherine

Per le mascherine porremo fine “alla vergognosa speculazione” mettendo un limite ai prezzi delle mascherine.

Per quanto riguarda le mascherine le forniture per tutta l’Italia ci sono grazie alle importazioni e alla produzione nazionale che prosegue.

Le mascherine sono distribuite a operatori sanitari a titolo gratuito. Ma se servirà distribuirle anche alle imprese, ne abbiamo un quantitativo sufficiente a titolo gratuito. Però Arcuri, rispondendo alla domanda di una giornalista che gli chiedeva come mai le imprese non hanno ancora i dispositivi di protezione sanitaria necessari, si è domandato se deve essere lo Stato a fornire le mascherine a titolo gratuito anche al mondo produttivo, o se non devono essere loro a procurarsele.

Tuttavia Arcuri ha precisato che se dovranno occuparsene loro, sono pronti a dotare di mascherine anche il mondo produttivo.

Sui Covid Hospital

Alcuni sono in fase di ultimazione. In Emilia Romagna sono stati progettati e ne stiamo attrezzando degli altri a Modena e a Rimini.

Stiamo pensando di attivarne altri al Sud. Ma si studia un ampio progetto di potenziamento del sistema sanitario nazionale.

“Il ministro della Salute sta progettando un piano di rafforzamento del sistema sanitario nazionale che conosceremo nelle prossime settimane”, ha detto Arcuri.

Per la Fase 2

Saremo pronti tra 2 settimane per la Fase 2? Gli viene chiesto. “Noi siamo pronti per dotare il territorio italiano dei dispositivi e delle apparecchiature che servono anche oggi. Non significa che dobbiamo attivare la Fase 2, ma stiamo mettendo a punto i tamponi, i test sierologici e l'app.”

L'app sarà sperimentata al centro, al nord e al sud, ha precisato il commissario per l’emergenza.

Il governo sta lavorando per la fase 2 della riapertura del paese ma non ci sono ancora confermazioni su che cosa prevede.

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