04:45 09 Agosto 2020
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Nonostante le rigide misure anti-contagio intraprese dalle autorità per evitare la diffusione del coronavirus, all'ospedale Del Ponte di Varese i bambini continuano a nascere con entrambi i genitori presenti in sala parto.

Il Dottor Massimo Agosti, direttore del dipartimento Donna e bambino e dell'unità di Neonatologia dell'ospedale Del Ponte di Varese, ha affermato che in questa struttura ospedaliera i parti continuano ad avvenire con la presenza di entrambi i genitori, a prescindere se il nascituro venga alla luce con parto naturale o taglio cesareo.

Per permettere alla struttura, dove ogni anno si registrano mediamente 3mila parti, di continuare a garantire le condizioni "normali", sono stati disposti percorsi liberi dal coronavirus ed altri positivi al COVID-19 dove far transitare le donne in gravidanza e i neonati. 

Agosti ha riconosciuto che l'ospedale ha avuto maggiore tempo per prepararsi rispetto a quello che si è verificato a Bergamo e Brescia, le province della Lombardia con più focolai di infezione COVID-19.

"Rispetto a Bergamo e Brescia abbiamo avuto meno casi, e abbiamo anche avuto il tempo di prepararci... ma anche noi abbiamo avuto casi di Covid tra le gestanti e i neonati", ha affermato aggiungendo che in sostanza "non si sono differenze rispetto a prima nella loro gestione".

Le neomamme che manifestano un decorso più grave della malattia vengono inviate al Sacco di Milano per essere seguite dai medici, mentre alle altre positive al COVID-19 con sintomi lievi o asintomatiche viene devono "comunque allattare al seno e tenere il bambino in stanza con sé"  conformemente alle "recenti linee guida della Società europea di neonatologia", ha aggiunto Agosti.

Se una neomamma è positiva indossa i guanti e la mascherina per evitare la trasmissione del coronavirus al bambino, che viene allontanato dalla madre solo se i sintomi si aggravano; tuttavia anche in questa situazione viene raccolto il latte "in modo da farlo avere al figlio".

Infine il Dottor Massimo Agosti ha rilevato l'assenza di cambiamento nella gestione dei bambini ricoverati in terapia intensiva neonatale.

"In questo contesto si è già abituati a lavorare con mascherine e il massimo delle tutele perché i prematuri sono esseri delicatissimi". 

In precedenza all'ospedale milanese Sacco era nata Giulia, la figlia del 38enne "paziente uno" di Codogno, il primo in Italia a cui ufficialmente è stata diagnosticata l'infezione provocata dal coronavirus. Anche la mamma Valentina era risultata essere positiva al coronavirus ma, fortunatamente per lei e per la bimba che portava in grembo, si è quasi subito ripresa dalla malattia ed ha aspettato a casa il momento del parto.

Tema:
L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
Tags:
Coronavirus, Italia, Società, Bambini, Lombardia
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