09:25 26 Maggio 2020
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Ad affermarlo durante il Consiglio Regionale è stato Attilio Fontana, il governatore della Lombardia, la regione italiana che più di tutte ha subito gli effetti devastanti dell'epidemia di coronavirus.

Dalle parole pronunciate oggi durante il Consiglio Regionale dal governatore della Lombardia Attilio Fontana per fare il punto sull'emergenza COVID-19, l'epidemia di coronavirus ha insegnato duramente alla politica italiana che è finito il tempo dei tagli alla sanità, ma al contrario bisogna investire di più.

"Dobbiamo trarre un insegnamento, dobbiamo investire di più nella sanità, non possiamo più accettare passivamente tagli continui", ha affermato il governatore.

Secondo Fontana, i primi investimenti da fare nella sanità vanno fatti nel campo del personale, per stabilizzare medici e infermieri.

"Stiamo ottenendo di poter stabilizzare i 2500 fra medici e infermieri che hanno dato la disponibilità a collaborare in questo momento di emergenza, per ora soltanto a tempo determinato. Noi faremo di tutto e stiamo ottenendo di poter rendere questi rapporti a tempo indeterminato, in modo che queste persone che hanno dato una risposta e dimostrato di essere assolutamente capaci possano entrare a far parte parte della grande macchina della sanità lombarda".

Infine il governatore Fontana ha promesso che il lavoro dei medici impegnati nell'affrontare l'emergenza coronavirus sarà riconosciuto economicamente dalla Regione, che ha messo sul piatto 80 milioni €.

Ricordiamo che proprio in Lombardia sono al lavoro i medici ed esperti militari russi inviati da Mosca dopo la telefonata tra il premier Conte e il presidente russo Vladimir Putin per sostenere l'Italia ad affrontare l'emergenza coronavirus.

Scontro governo-Lombardia su ripresa attività

In precedenza la Regione Lombardia aveva annunciato un piano per la riapertura graduale delle attività produttive a partire dal 4 maggio con diverse precauzioni e norme sanitarie anti-contagio, come l'uso obbligatorio di mascherine e ingressi scaglionati nelle aziende e negli uffici per evitare l'affollamento dei mezzi pubblici. 

Tuttavia la proposta era stata bocciata dal governo per bocca del viceministro dello Sviluppo Economico, il pentastellato Stefano Buffagni, secondo cui il via libera alle attività produttive a partire dal 4 maggio "è un errore", rilevando allo stesso tempo stupore dopo che il governatore Fontana si era sempre distinto per la linea dura per combattere COVID-19.

Tema:
L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
Tags:
sanità, Coronavirus, Italia, Lombardia
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