10:57 13 Luglio 2020
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Attilio Fontana e la giunta regionale della Lombardia hanno fatto richiesta al governo per riaprire le attività il 4 maggio con una serie di precauzioni come le mascherine, ricevendo però una risposta negativa.

È scontro tra la giunta regionale della Lombardia e Palazzo Chigi sulla richiesta della Lombardia di riaprire le attività produttive il 4 maggio con una serie di misure precauzionali come l'uso della mascherina, gli ingressi a scaglioni al lavoro e il distanziamento.

Tuttavia Palazzo Chigi ha dato una risposta negativa obbligando il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, a una marcia indietro assicurando tuttavia che "noi non ci permettiamo di parlare di attività produttive, che sono una questione di esclusiva competenza del governo centrale, parliamo di una graduale ripresa delle attività ordinarie". 

Fontana parla di "una graduale ripresa che dovrà essere concordata con il governo. Io faccio parte della cabina di regia che deve provvedere alla riapertura e fare le scelte necessarie per ripartire. Credo che sia giusto iniziare a pensare come ci si dovrà attrezzare a convivere con questo virus", ha affermato il governatore.

La proposta della Lombardia

La proposta della giunta lombarda è arrivata dopo che questa ha annunciato di avere un piano per riattivare il sistema produttivo con un progetto elaborato dal "comitato dei saggi", un gruppo composto dai rettori delle università milanesi. Questo progetto prevederebbe ingressi scaglionati nelle aziende e negli uffici per evitare l'affollamento sui trasporti pubblici e altre 4D: dispositivi di sicurezza, diagnosi tramite test sierologici, digitale (telelavoro dove possibile) e distanziamento sociale. 

La risposta del governo

Tuttavia la risposta del governo è stata negativa e ferma, ed è giunta dal viceministro e deputato Cinque Stelle Stefano Buffagni che ha dichiarato: "la richiesta della Lombardia di avere il via libera alle attività produttive a partire dal 4 maggio è un errore. Da sempre Fontana ha sostenuto una linea rigorosa e fortemente restrittiva e oggi, sorprendentemente, decide – non si comprende sulla base di quali dati – di aprire. Andare in ordine sparso rischia di alimentare confusione nei cittadini e nelle imprese che invece esigono chiarezza".

Successivamente alle 4D proposte dalla giunta lombarda ha contrapposto le sue 4C: "Calma, coscienza, coerenza e criterio.

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