08:56 26 Maggio 2020
Italia
URL abbreviato
La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
497
Seguici su

Gli ultimi dati sulla diffusione del coronavirus in Italia annunciati da Angelo Borrelli durante la conferenza stampa della Protezione Civile.

Il numero dei casi totali in Italia, dato comprensivo di guariti, malati e deceduti, è salito a 135.586 (+3.039).

Stando ai dati del bollettino quotidiano della Protezione Civile, presieduto dal Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, è salito a 94.067 il numero dei pazienti attualmente positivi, con soli 880 nuovi casi, 24.392 guariti (+1555) mentre i decessi totali sono 17.127, con un aumento di 604 vittime nelle ultime 24 ore. Confermato il trend di diminuzione di crescita dei contagiati, con l'incremento più basso registrato dal 10 marzo.

Si è inoltre registrato nuovamente un calo negli accessi alla terapia intensiva, con un negativo di 106 pazienti rispetto a ieri, portando ad un totale dei ricoverati in terapia intensiva di 3792. 28718 è il numero di ricoverati in ospedale, mentre la maggioranza dei positivi, 61557 (65% del totale) si trova in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi.

Borrelli ha comunicato durante la conferenza stampa che, in totale, 110 milioni di euro sono stati donati alla Protezione civile attraverso il conto corrente dedicato all'emergenza. Di questi, finora sono stati spesi oltre 19 milioni per l'acquisto di Dpi e ventilatori. Il capo del Dipartimento ha poi ringraziato, in occasione della Giornata mondiale della Salute, gli operatori del servizio sanitario per il lavoro e l'impegno svolto anche durante l'emergenza.

ISS: diminuizione prevista ma non ci si può rilassare

"Bisogna essere cauti e tenere a mente il fatto che questo virus a prescindere dalla diminuzione dei casi resterà nella popolazione. Bisogna continuare a mantenere rigorosamente tutte le misure di distanziamento sociale che vengono raccomandate dalle autorità sanitarie, ogni rilassamento può significare una ripresa della circolazione virale" ha commentato Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Iss.

Distanza necessaria anche dopo la guarigione

"Le nostre conoscenze sono cresciute nei confronti di questa infezione, tuttavia ci sono ancora delle carenze informative: una di queste riguarda il periodo per cui una persona resta contagiosa. Nella maggioranza dei casi dopo 14 giorni dalla comparsa dei sintomi e dopo il doppio tampone che effettuato a distanza di 24 ore risulta negativo, la persona può essere rimessa in società, sempre distanziata socialmente dagli altri", ha spiegato Rezza rispetto alla possibilità di reinfezione, di guariti tornati positivi anche dopo il doppio tampone negativo.

Riunione sulla fase 2

Si è conclusa la riunione in videoconferenza tra il premier Giuseppe Conte e il comitato tecnico-scientifico sull'emergenza coronavirus. All'incontro hanno partecipato anche vari ministri, Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss, e Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, il commissario Domenico Arcuri, oltre al capo della Protezione civile.

La riunione è servita per fare il punto sull'emergenza, ma anche per una valutazione sull'eventuale avvio della cosiddetta 'Fase 2', per l'allentamento parziale del lockdown. "Al momento io non posso commentare alcun che, sono in corso valutazioni, ogni dichiarazione è prematura. In ogni caso la decisione spetta al Consiglio dei ministri" ha commentato Borrelli.

Tema:
La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook