23:52 05 Dicembre 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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L'assessore al Welfare della regione Lombardia punta il dito contro il governo per il ritardo con cui è stata dichiarata la zona rossa in quello che poi è diventato il maggior focolaio d'Italia, i paesi della Val Seriana.

Toccava allo Stato dichiarare la zona rossa a Nembro e Alzano ''come ha fatto a Codogno''. Lo ha dichiarato a Non è l'Arena, il programma condotto da Massimo Giletti, l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera che scagiona le autorità locali dalle accuse di ritardo negli interventi.

La Regione, spiega Gallera, non avrebbe avuto competenza nell'istituire una zona rossa, per cui è necessario ''un decreto del presidente del Consiglio dei ministri''. Secondo quanto riferisce l'assessore, il governo regionale avrebbe chiesto più volte la chiusura dei paesi colpiti dall'epidemia, allo stesso modo di Codogno e Casalpusterlengo. 

"Abbiamo salutato con successo - spiega - il fatto che l'Istituto superiore della Sanità avesse fatto un verbale. Ci attendevamo da lì a pochi minuti l'avvio della zona rossa. E la zona rossa per essere efficace deve essere blindata con le forze militari che a Codogno ad esempio hanno chiuso tutti gli accessi e hanno chiuso le attività produttive. Questi due elementi non rientrano nelle facoltà delle Regioni. Noi possiamo chiudere le attività commerciali''.

Gallera non si spiega come le altre regioni abbiano potuto istituire le zone rosse. ''Io non so come hanno fatto - dice - Non rientra nelle nostre competenze disporre delle forze dell'ordine e delle forze armate. Noi ci siamo confrontati - aggiunge -anche con i prefetti che ci hanno detto: non potete essere voi a dirci cosa dobbiamo fare. Se siamo in uno Stato ognuno ha le sue competenze. Questa non rientra nelle competenze istituzionali e costituzionali delle regioni''.

 

 

 

 

 

 

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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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