04:56 02 Giugno 2020
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La pandemia di coronavirus nel mondo (3 - 10 aprile) (105)
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Il premier spagnolo ricorda all'Europa che la solidarietà è alla base dei trattati. Le linee di credito senza condizioni aperte dal Mes, possono essere una risposta nel breve periodo, servono nuovi strumenti.

Dopo l'iniziativa del premier Conte, che si è rivolto alla TV tedesca per sollecitare una maggiore coesione e solidarietà nell'affrontare la pandemia, è la volta del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez che scrive una lettera aperta per chiedere all'Europa di mettere da parte i "vecchi dogmi nazionali" e di agire come comunità per affrontare la pandemia. 

L'attuale emergenza sanitaria che l'Europa soffre, costituisce la " sua maggiore crisi dalla Seconda Guerra MOndiale. I nostri cittadini stanno morendo o lottando per la propria vita in ospedali sovraffollati a causa di una pandemia che rappresenta la più grande minaccia alla salute pubblica fin dall’influenza del 1918”, esordisce Sanchez. 

Solidarietà alla base dei trattati europei

Una risposta sbagliata provocherà il fallimento dell'Unione Europea. 

“Le circostanze sono eccezionali ed esigono atteggiamenti risolutivi: o siamo all’altezza delle circostanze o falliremo come Unione. E’ un momento critico in cui persino ai Paesi e ai Governi più europeisti, com’è il caso della Spagna, occorrono dimostrazioni di un impegno reale. Abbiamo bisogno di una solidarietà decisa", prosegue la lettera.

I pilastri della costruzione europea si fondano sul principio di solidarietà, sottolinea Sanchez:

"Perché la solidarietà tra europei è il principio basilare dei trattati dell’Unione. E si dimostra in circostanze come questa. Senza solidarietà non ci sarà coesione, senza coesione ci sarà disaffezione e quindi la credibilità del progetto europeo verrà gravemente danneggiata”.

Le vecchie risposte sono inadeguate dinnanzi a una sfida di questa portata storica, che richiede di "rompere con i vecchi dogmi nazionali" e di "trovare nuove risposte". L'Europa non può rispondere con più debito né può limitarsi a politiche di natura monetaria, ma deve essere trovata una risposta comune.

"E' il momento di agire in modo solidale - scrive Sanchez - creando un nuovo meccanismo di mutualizzazione del debito, agendo in blocco per l’acquisto di prodotti sanitari di prima necessità, stabilendo delle strategie coordinate sulla cybersicurezza e preparando un grande piano di intervento affinché la ripresa del continente sia veloce e solida. Affinché non vi siano divari tra il Nord e il Sud. Per non lasciare nessuno indietro”. 

Le misure da adottare per superare la crisi

Nei prossimi mesi l'indebitamento dei singoli paesi per affrontare l'emergenza sarà "inevitabile", ribadisce Sanchez, e "le risposte non possono essere le stesse di quelle previste per scontri asimmetrici dell’economia, quali una crisi finanziaria o bancaria di un singolo Stato o di un gruppo di Stati”. 

“Se il virus non rispetta le frontiere, neanche i meccanismi di finanziamento possono farlo”, prosegue il premier spagnolo. 

Il Mes, può avere effetti nel breve periodo se apre linee di credito senza condizioni, ma non è sufficiente nel medio e nel lungo termine. Serve “una risposta unita, unica, estrema e ambiziosa, al fine di preservare il nostro sistema economico e sociale. Per proteggere i nostri cittadini - conclude - è il momento della reciprocità, verso di noi, verso l’Italia e verso ognuno dei 27 paesi dell’Unione”.

Tema:
La pandemia di coronavirus nel mondo (3 - 10 aprile) (105)
Tags:
UE, MES, Pedro Sanchez, Spagna
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