09:52 29 Maggio 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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Gli ultimi dati sulla diffusione del coronavirus in Italia annunciati da Angelo Borrelli durante la conferenza stampa della Protezione Civile.

Il numero dei casi totali in Italia, dato comprensivo di guariti, malati e deceduti, è salito a 124.632 (+4.805).

Stando ai dati del bollettino quotidiano della Protezione Civile, presieduto dal Presidente della Protezione civile Angelo Borrelli, è salito a 88.274 il numero dei pazienti attualmente positivi, con 2.886 nuovi casi, 20.996 guariti (+1.238) mentre i decessi totali sono 15.362, con un aumento di 681 vittime nelle ultime 24 ore.

Dei pazienti attualmente positivi, 55.270 (63% del totale) si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 29010 sono ricoverati in ospedale e 3994 sono in terapia intensiva. Borrelli ha comunicato un dato importante riguardo la terapia intensiva: si tratta infatti della prima volta in cui si ha una diminuzione delle unità ricoverate in terapia intensiva, con 74 pazienti in meno rispetto a ieri e nessun nuovo accesso:

"Oggi per la prima volta abbiamo un dato molto importante. Il numero dei pazienti in terapia intensiva diminuisce di 74 ed è un notizia importante perché consente ai nostri ospedali di respirare. E' il primo valore negativo da quando abbiamo avviato la gestione dell'emergenza", ha dichiarato Borrelli.

114 sono i pazienti che sono stati trasferiti attraverso il sistema CROSS, mentre 38 sono i malati ricoverati nelle terapie intensive tedesche.

La parola è passata poi a Franco Locatelli, del Consiglio Superiore di Sanità, che ha accompagnato oggi Borrelli. Quest'ultimo ha chiarito un punto riguardo la buona notizia della diminuzione delle terapie intensive : "Abbiamo 74 malati in meno nelle terapie intensive, e anche i deceduti sono scesi dai 970 del 27 ai 680 attuali. Però valga il messaggio forte che questo non deve essere minimamente letto come un messaggio che ormai abbiamo superato la fase critica, pericolo scampato: non abbiamo ancora scampato nulla. Quanto messo in atto è servito a contenere la diffusione epidemica e a ridurre il numero dei nostri concittadini deceduti e quelli costretti a ricorrere alla terapia intensiva" ha ribadito Locatelli.

Quest'ultimo ha anche comunicato che, attraverso i numeri, si possono vedere i miglioramenti avvenuti dall'avvio delle procedure di contenimento: "Uno studio autorevole ha di fatto definito in almeno superiori a 30 mila il numero delle vite che sono state salvate (grazie alle misure di contenimento, ndr). Il 27 marzo i deceduti erano il 12% in più rispetto al giorno precedente, oggi siamo al 5%. L'incremento dei ricoverati in terapia intensiva era un +3%, siamo a un -2%. Il numero totale dei ricoverati sono passati dal +5% all'1%. I numeri parlano da soli".

"Il ministro Speranza ha ricordato oggi l'importanza di rispettare le norme di distanziamento sociale. Anche il sindaco di Milano ha sottolineato l'incremento degli spostamenti, ognuno di noi deve avere dei comportamenti improntati al più alto senso di responsabilità individuale. E' l'unico modo per onorare la memoria dei nostri concittadini che hanno perso la vita", ha continuato Locatelli, approfittando poi dell'occasione per onorare la memoria dell'agente Giorgio Guastamacchia deceduto oggi.

Ancora nessuna data per l'inizio degli studi sierologici, ha commentato Locatelli, affermando che avranno inizio gli studi quando ci sarà una certezza su come eseguire le procedure ed i vari passaggi nel modo più efficiente possibile.

"E' forse passato un messaggio che vale la pena correggere perché non c'è alcun collo di bottiglia che voglia penalizzare la produzione di mascherine nel nostro Paese: l'Istituto superiore di sanità ha analizzato più di 250 proposte, 73 hanno avuto l'approvazione per l'inizio della produzione e due di queste l'autorizzazione per l'immissione in commercio", ha dichiarato Locatelli sulla questione della produzione italiana delle mascherine per la protezione individuale.

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