05:06 02 Giugno 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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In un'intervista rilasciata all'agenzia Rainews24, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dichiarato che la priorità è fermare i contagi, dopo di che si potrà ripartire. Ma ci vorrà pazienza finché non ci saranno vaccino e cure.

La battaglia contro il coronavirus "è ancora nel suo pieno", e la lotta ancora "è durissima". Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza che sottolinea l'importanza dell'attuale fase di contrasto all'epidemia. In questo momento non si può abbassare la guardia, "non ci può essere nessun elemento di sottovalutazione, ma va affrontato ogni passaggio con il massimo del rigore e il massimo della serietà", spiega il ministro. 

Vincere l'epidemia

La priorità è vincere la battaglia sanitaria, senza la quale "non ci potrà essere una ripartenza economica - sottolinea Speranza - Queste due battaglie non vanno messe in contrapposizione. Solo dopo aver vinto la battaglia sanitaria si potrà parlare di ripartenza economica".

E' innegabile un graduale miglioramento della situazione dei contagi e quindi negli ospedali.

"C'è un fatto ormai riscontrabile - ha spiegato - è cioè che l'R0, l'indice del contagio, che nel mese di febbraio-primi di marzo era molto alto (in alcuni casi nel nostro territorio ha sfiorato il 3, nel senso che ogni persona contagiata ne contagiava altre 3), con l'applicazione delle misure che noi abbiamo disposto in maniera molto rigorosa a partire dal 10 marzo ha iniziato la sua discesa e ora è notevolmente più basso. Questo ha avuto un effetto in termini di accessi alle terapie intensive e di accesso di pazienti con sintomi gravi nei nostri ospedali".

Tuttavia l'elemento di alleggerimento, è solo un "primissimo segnale", che ci mostra che "la strada delle misure rigorose, la strada del distanziamento sociale, è in questo momento la vera arma di cui disponiamo". Anzi "l'unica che al momento dà certezze", tant'è che "i governi di tutto il mondo la stanno mettendo in campo per ridurre la diffusione del contagio".

Investire in ricerca

"Noi dobbiamo investire con ogni energia - prosegue Speranza - sia per quel che riguarda il vaccino che sarà l'unica vera soluzione definitiva, sia rispetto alle terapie. Ci sono sperimentazioni importanti in corso, la stessa Agenzia italiana del farmaco sta lavorando in questa direzione, ma al momento la verità è che non è disponibile un vaccino e non è disponibile una terapia certa".

Ad oggi però "non ci sono certezze di esiti e non credo che i tempi saranno immediati - aggiunge il ministro - continuo a fare il mio appello ai cittadini: siamo consapevoli di aver chiesto sacrifici molto difficili, questi sacrifici hanno dato qualche primo segnale, ma dobbiamo insistere. Dobbiamo continuare su questa strada perché è l'unica che al momento dà certezze".

Tema:
La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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Ministero della Sanità, Italia
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