10:06 10 Luglio 2020
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Emergenza Coronavirus - Aiuti russi in Italia (84)
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Secondo Alexander Semenov, uno dei medici russi arrivati nell'ambito dell'assistenza di Mosca all'Italia per affrontare l'emergenza coronavirus, le misure draconiane anti-contagio avrebbero dovuto essere introdotte almeno 3 settimane prima.

Alexander Semenov, vicedirettore dell'Istituto di Ricerca di Epidemiologia e microbiologia "Pasteur", al lavoro a Bergamo tra il personale medico russo inviato da Mosca per assistere l'Italia nell'emergenza COVID-19, ha dichiarato in un'intervista al portale russo RBC che la difficile situazione in Lombardia è dovuta anche alla leggerezza delle autorità italiane dopo i primi contagi.

"Per molto tempo non hanno voluto introdurre misure di contenimento. Doveva essere introdotte 3 settimane prima", ha detto.

Secondo Semenov, i medici italiani hanno perso il momento quando la malattia ha iniziato a diffondersi rapidamente in Lombardia, una delle regioni con la popolazione più anziana d'Europa.

"L'Italia ha medici eccellenti, ma il sistema non poteva sopportare un tale peso per la rianimazione e le cure dei pazienti gravemente malati". Ha aggiunto che a seguito di questa situazione è emersa la mancanza di attrezzature e specialisti qualificati a Bergamo.

Il medico ha inoltre osservato che in Italia il gran numero di medici contagiati dal coronavirus è spiegato dal fatto che molti di loro "si sono precipitati eroicamente nella battaglia senza prepararsi".

"Se il 90% dei medici è rimasto contagiato, significa che è stato fatto qualcosa di sbagliato", ha detto Semenov.

Fino ad ora in Italia 77 medici sono morti a causa del coronavirus.

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Cooperazione, Russia, Italia
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