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La pandemia di coronavirus nel mondo (3 - 10 aprile) (105)
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Un nuovo studio del MIT dimostrerebbe che le gocce degli starnuti raggiungono gli 8m di distanza e restano sospese per più tempo di quanto si pensasse. Uso mascherine obbligatorio in pubblico?

Un nuovo studio sugli starnuti e i colpi di tosse elaborato dal Massachussets Institute of Technology (MIT), dimostrerebbe che gli starnuti possono arrivare fino a 6-8 metri di distanza e che il nuovo coronavirus sarebbe in grado di restare sospeso in aria nelle gocce più grandi per un tempo maggiore di quanto fino a ora ipotizzato.

Se così fosse, allora l’uso della mascherina in pubblico dovrebbe diventare obbligatori mentre oggi l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dice che devono usarla solo i sanitari e le persone che devono curare i malati risultati positivi alla malattia Covid-19.

Alla Bbc il professor David Heymann, direttore responsabile dell’Oms ha spiegato la situazione agli altri esperti e parlando con i media ha detto:

“L’Oms ha riaperto il dibattito per verificare le nuove evidenze e capire se ci sono o meno dei cambiamenti nelle raccomandazioni che riguardano l’uso delle mascherine”.

Tutti dovrebbero portare le mascherine anche in pubblico?

Nei fatti la stragrande maggioranza delle persone che vanno in giro per le città indossano una mascherina per tutelarsi, anche se l’Oms non l’ha mai raccomandato.

In Cina, nella provincia dello Hubei, l’uso della mascherina in pubblico è obbligatoria per tutti, lo era durante la fase di chiusura e lo è a maggior ragione ora che le attività hanno ripreso.

L’Oms potrebbe cambiare le raccomandazioni e indicare che la mascherina va usata in pubblico anche dai cittadini, un cambio nelle linee guida che porterebbe alla modifica anche delle normative speciali vigenti ora in vari paesi, tra cui l’Italia.

Ci sono mascherine utili per tutti?

Il problema sono le mascherine. Trovarne per tutti non è così semplice e trovarne di davvero efficaci lo è ancora meno. In Italia sono molte le imprese del tessile, e non solo, che hanno deciso di riconvertire la loro produzione in mascherine. Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna è stato incaricato dall’Istituto superiore di sanità di fare la verifica delle varie mascherine che tali imprese stanno producendo in attesa di ricevere l’autorizzazione. I test, ha fatto sapere l’ospedale durante una intervista rilasciata al Tg 1, nella gran parte dei casi stanno fallendo il loro obiettivo di proteggere contro Sars-CoV-2, per ché i tessuti non sono quelli adatti.

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