16:51 05 Dicembre 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Anche il calcio italiano fa i conti con il nuovo Coronavirus e l'emergenza mette a nudo gli interessi delle singole squadre e la capacità di dimostrare sportività. Gli interessi prima, poi il resto.

Il calcio italiano è alle prese con i suoi dilemmi, i suoi problemi economici e con gli interessi contrapposti delle squadre di calcio. Queste ultime essenzialmente si dividono tra coloro che spingono per una ripartenza del campionato anche a maggio e squadre che invece sarebbero contente che tutto finisse qui.

“Ci sono dati oggettivi che portano Lazio e Napoli ad avere interesse nel portare a termine il campionato”, afferma il portavoce della Lazio Arturo Diaconale, come riportato dall’Ansa.

Il Torino con il suo presidente Cairo ha già messo le mani avanti e detto che il campionato è finito. “Il suo unico interesse è quello di uscire al più presto da una stagione che ha avuto un esito non esaltante per la sua squadra”, riflette Diaconale.

Gli stipendi ai calciatori

Il portavoce Diaconale parla anche a proposito della cesoia che deve abbattersi sugli stipendi dei calciatori per evitare il default dei bilanci delle squadre di calcio.

La Juventus “ha curato i propri interessi”, afferma il portavoce della Lazio lasciando intuire una sorta di polemica quando aggiunge che “magari, se l’avesse concordato con le altre società e con i calciatori, sarebbe diventata una misura erga omnes”.

Il disaccordo nel calcio italiano

La Juventus ha tagliato di 90 milioni di euro gli ingaggi con i calciatori e Sarri, ma ha stipulato strane clausole di restituzione a particolari condizioni. Secondo le altre squadre, a cui non è andata a genio questa scelta, la società lo ha fatto per stabilizzare il bilancio essendo quotata in Borsa.

L’Inter invece farà con comodo dopo Pasqua. Le altre come la Roma avrebbero voluto un accordo comune capeggiato magari dalla Lega di serie A.

Insomma, il calcio italiano è accomunato da una sola grande cosa: l’interesse per i soldi, lo Sport viene dopo.

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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)

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