18:10 11 Agosto 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Lettera appello di sindaci e regioni del Nord Italia ai cittadini tedeschi sugli eurobond. Non seguite l'Olanda il quale è 'un esempio di mancanza di etica e di solidarietà'.

Sindaci e presidenti di regione del Nord Italia, in particolare delle regioni più colpite dal nuovo Coronavirus, hanno scritto una lettera aperta rivolta direttamente ai cittadini tedeschi in lingua tedesca. La lettera è stata pubblicata sul Frankfurter Allgemeine, uno dei quotidiani più letti in Germania.

L’eurodeputato Carlo Calenda, tra i firmatari, ha riportato la lettera in lingua italiana su Twitter.

“Cari amici tedeschi - esordisce così l’appello dell’Italia ai tedeschi. - Con il Coronavirus la storia è tornata in Occidente. Dopo trent’anni in cui l’unica cosa rilevante è stata l’economia, oggi la sfida torna ad essere, come in passato, politica, culturale e umana.”

I firmatari della lettera credono però che la sfida per l’Europa sia ancora più grande della Brexit, ed infatti scrivono:

“La prima sfida riguarda l’esistenza stessa dell’Unione Europea. Oggi l’Unione Europea non ha i mezzi per reagire alla crisi in modo unitario. E se non dimostrerà di esistere, cesserà di esistere”.

La richiesta di 9 Stati europei non dell’Italia

Al cuore della lettera la richiesta di attivare gli eurobond come richiesto non solo dall’Italia ma da 9 Stati membri dell’Ue, tra cui anche la Francia, la Spagna e il Belgio.

“Non si chiede la mutualizzazione dei debiti pubblici pregressi, ma di dotare l’Unione Europea di risorse sufficienti per un grande ‘rescue plan’ europeo, sanitario, economico e sociale, gestito dalle istituzioni europee”.

Il ricordo di quando l’Europa condonò il debito alla Germania

Un passaggio della lettera ricorda la storia, di come nel 1975 il debito di guerra della Germania di 29,7 miliardi di marchi di allora fu dimezzato nel 1953 a Londra, grazie all’accordo raggiunto da 21 Paesi, tra cui Francia, Italia, Spagna e Belgio.

“In questo modo, la Germania poté evitare il default”, ricordano i firmatari ai cittadini tedeschi.

La durezza contro i Paesi Bassi

“L’Olanda capeggia un gruppo di paesi che si oppone a questa strategia e la Germania sembra volerla seguire”, si legge ancora nella lettera.

Ma il passaggio più duro e di vera accusa nei confronti dei Paesi Bassi è quello che segue:

“L’Olanda è il paese che attraverso un regime fiscale ‘agevolato’, sta sottraendo da anni risorse fiscali da tutti i grandi paesi europei. A farne le spese sono i nostri sistemi di welfare e dunque i nostri cittadini più deboli. Quelli che oggi sono colpiti dalla crisi.”

Ed ancora la lettera rivolta al popolo tedesco continua riguardo il comportamento dei Paesi Bassi:

“L’atteggiamento dell’Olanda è a tutti gli effetti un esempio di mancanza di etica e di solidarietà. Solidarietà che molti paesi europei vi hanno dimostrato dopo la guerra e fino alla riunificazione”.

“Dimostriamo insieme che l’Europa è più forte di chi la vuole debole”, concludono i firmatari della lettera ai cittadini tedeschi.
I firmatari della lettera

Tra i firmatari della lettera inviata ai tedeschi troviamo: Calenda, Stefano Bonaccini, Giovanni Toti, Luigi Brugnaro, Marco Bucci, Valeria Mnacinelli, Virginio Merola, Giuseppe Sala, Emilio del Bono, Sergio Giordani, Giorgio Gori, Francesco Italia.

Tema:
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