00:53 22 Ottobre 2020
Italia
URL abbreviato
La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
124
Seguici su

Le protezioni individuali all'interno degli ospedali stanno finendo, non sono sufficienti e bastano solo per la giornata in coso. L'allarme è stato lanciato da Giovanni Migliore, direttore del Policlinico di Bari e vicepresidente della Fiaso.

Negli ospedali le scorte di protezioni individuali diminuiscono con il proseguire dell'epidemia, e in molto ospedali bastano solo per la giornata odierna, senza la certezza che ce ne siano abbastanza per il giorno seguente. Questo è l'allarme lanciato da Giovanni Migliore, Direttore generale del Policlinico di Bari e vicepresidente Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), appello che riguarda il suo ospedale ed altri in Puglia e fuori regione.

"Ogni giorno è una lotta contro il tempo per riuscire ad approvvigionarsi di dispositivi di protezione individuale. La difficoltà quotidiana ad assicurare Dpi, che arrivano in quantità contingentate e non sufficienti, si somma alla criticità derivante da forniture di Dpi approvati dalla Protezione civile ma senza certificazione standard. È il caso delle tute monouso prive di certificazione sul rischio biologico" ha affermato Giovanni Migliore in una nota del Policlinico.

"Servono forniture tempestive, regolari e adeguate che consentano ai nostri professionisti di essere adeguatamente protetti per affrontare in maniera più serena possibile l’emergenza ci troviamo a dover combattere contro il Covid con le armi spuntate. Mancano i Dpi e manca anche il personale. Dobbiamo fronteggiare l’elevato numero di assenze in corsia, il rifiuto dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa predisposti per l’emergenza Covid. Ecco perché ritengo necessario un intervento legislativo per adeguare il decreto legislativo 81/08 alla situazione emergenziale e per assicurare la possibilità di contrattualizzare gli specializzandi a tempo determinato", continua Migliore nella nota.

Il decreto legislativo 81/08 lascia al datore di lavoro l'obbligo di valutare i rischi connessi all'attività lavorativa, elaborando di conseguenza un documento di valutazione dei rischi.

"Nel caso dell’emergenza Covid tali disposizioni possono contrastare con la gestione dell’emergenza che il governo ha voluto correttamente centralizzare. Al fine di evitare contrasti che configurerebbero possibili mancanza della parte datoriale, sarebbe opportuno definire la sospensione di alcune parti del Testo unico, limitatamente alla gestione del rischio biologico da SARS-CoV2. In particolare la sospensione dell’obbligo (e delle sanzioni connesse alla sua mancata osservanza) da parte del datore di lavoro della valutazione del rischio biologico con adozione, su tutto il territorio nazionale delle valutazioni fatte dall’OMS e dall’ISS e conseguente  integrazione dei Documenti di valutazione del rischio aziendali con le procedure emergenziali stabilite nei vari Decreti Legge/DPCM,  rimanendo in capo al datore di lavoro l’obbligo di vigilanza sulla corretta applicazione delle procedure", conclude Migliore.

Il numero dei casi totali in Italia, dato comprensivo di guariti, malati e deceduti, è salito a 97.689. Stando ai dati del bollettino quotidiano della Protezione Civile è salito a 73.880 il numero dei pazienti attualmente positivi, con 3.851 nuovi casi, 13.030 guariti (+646) mentre i decessi totali sono 10.779, con un aumento di 756 nelle ultime 24 ore.

Tema:
La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook