04:50 02 Giugno 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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E' necessario superare lo stallo mettendo da parte visioni "antiche e inadeguate", ha detto l'ex premier riferendosi alla Germania. "Nessuno si può permettere di andare da solo".

Un'emissione generica di bond europei non verrà accettata, occorre "finalizzarla a una missione" volta al finanziamento di un obiettivo comune a tutti gli stati membri della Ue. Lo ha detto il commissario per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni, intervistato alla trasmissione "Circo Massimo" di Radio Capital

Una visione "antica e inadeguata" 

"Nella dinamica tra gli Stati europei sono prevalse chiavi di lettura figlie della crisi precedente. Capisco che veniamo da 10 anni di contrapposizioni, il punto è che questa discussione non è adeguata alla situazione perché non dà soluzioni. Bisogna fare tutti gli sforzi perché lo stallo sia superato", ha continuato Gentiloni, riferendosi alle polemiche scoppiate in seguito alla vertice dello scorso giovedì concluso con un nulla di fatto.

Nonostante queste divisioni l'ex premier ritiene che le istituzioni europee "abbiano preso in un tempo molto rapido alcune decisioni straordinarie", come la sospensione del patto di stabilità e delle regole tradizionali sugli aiuti di Stato.

Il tramonto della Ue

Con una risposta inadeguata all'eccezionale emergenza sanitaria, "rischia di tramontare il progetto europeo, non solo quello della grande Europa federale. Se questa crisi diventa un fattore di aumento delle differenze, sarà molto difficile tenere insieme il progetto europeo. Ma sono fiducioso che una via di condivisione alla fine si possa trovare", osserva Gentiloni.

Sul Mes, Gentiloni mantiene delle perplessità, non tanto sullo strumento che "non è la Spectre" ma "è stato condiviso", quanto sulle condizioni di emissione delle linee di credito. "Sinceramente non sono molto ottimista sull'esito di questa discussione - ammette il commissario Ue - per questo sposterei la discussione su come finanziamo i nostri obiettivi".

"Credo che bisogna ancora scommettere sul fatto che alla fine soprattutto da parte della Germania si arrivi alla comprensione di una situazione nuova - prosegue Gentiloni -E' una visione antica, purtroppo la conosciamo a memoria: ci sono Paesi che insistono molto sulla necessità di eliminare i rischi e mettono l'accento solo sul debito pubblico e Paesi come l'Italia che mettono l'accento sul condividere questi rischi".

"Fare da soli? Nessuno se lo può permettere - conclude - Paesi più forti e più deboli sono accomunati dal fatto che il livello di integrazione, la moneta unica ci hanno dato una dimensione di garanzia ma anche una capacità di export che nessuno può permettersi di perdere se non con danni irreversibili".

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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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Paolo Gentiloni, UE, Italia
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